E’ tempo di poesia

Photo by Maksym Diachenko on Unsplash

Mattina.
M’illumino d’immenso.

G. Ungaretti

Lo so che scrivo post troppo lunghi, che non invogliano alla lettura, contrari a qualsiasi strategia di comunicazione online, di UX writing.

Dovrei creare delle “micro pillole”.

Tutto, al giorno d’oggi, è porzionato in pillole. Piccoli bocconcini per palati sempre più assuefatti al vuoto di contenuti.

Booklet, serie TV, mini-corsi, guide ridotte a tooltip essenziali, tweet…non è che non ci sia più tempo, di tempo ne abbiamo eccome, ma lo frantumiamo in tanti piccoli coriandoli da sparpagliare nell’aria. Insieme formerebbero una pagina di parole, magari anche con un significato profondo e duraturo, ma singolarmente non sono altro che un pezzetto colorato che si sbriciola tra le dita di una mano.

È l’attenzione che non esiste più.

Ma come fare a scrivere in poche righe qualcosa che abbia un senso per qualcuno? Un coriandolo che rimanga attaccato al muro almeno per qualche mese, giorno…ora?

Forse bisognerà rivolgersi alla poesia. Forse ci insegnerà lei a recuperare attenzione.

Saranno “tempi poetici” questi? Riusciremo a ridurre tutto all'”essenza carica di significato”?

Rispondi