021 SEO e motori di ricerca

Della serie, come si fa a fare un episodio su qualcosa di cui non se ne sa nulla…

Le 4 Nobili Verità sul SEO + il BONUS. In questo episodio troverai quello che nessuno online ha mai avuto il coraggio di dire sul SEO e sul posizionamento nei motori di ricerca… Perdonatemi… Esperti di tutto il Mondo!


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ECCO LA TRASCRIZIONE DELLA PUNTATA, più o meno…


“Mi hanno chiesto di realizzare un sito web e ora il mio cliente si lamenta che non lo trova sui motori di ricerca.”

“Nel preventivo non vedo la voce del posizionamento sui motori di ricerca?!!? Ma è impossibile questa cosa al giorno d’oggi, bisogna prevederlo!”

Benvenuto in aa..ai cercasi…io sono Silvia Marcellini, interactive designer per sbaglio e problem maker per passione. La mia missione è cambiare il modo di percepire una situazione per facilitarne l’esperienza: dalle interfacce web ai breakpoints della vita, dallo smaltimento dei mobili di puro truciolato all’elezione globale. Per me non esiste nessuna differenza. E’ sempre e solo un problema di design.

Nuovo eccezionale episodio in cui parlo di SEO e indicizzazione sui motori di ricerca, come mai fatto finora online da nessun altro. Ovvero partendo dalla mia bassa autostima e dalla mia sindrome dell’impostore.

 E’ che parto sempre dal presupposto di “non sapere”.  Che, insomma, è un atteggiamento che avevano personaggi ben piu’ illustri di me…ad esempio Socrate, tanto per tirare giù l’asso piglia tutto.

Io mi metto sempre in ascolto. Quando la gente parla, lascio parlare.

E quindi spesso mi ritrovo in situazioni imbarazzanti in cui scopro che ne so forse più del mio interlocutore, ma non lo contraddico per evitargli una figuraccia.

Ci sono molti casi specifici nel mio lavoro in cui non proferisco parola perché credo di non sapere proprio nulla, poi invece, magari un bel giorno scopro di non essere proprio a digiuno dell’argomento.

Uno di questi è il SEO ed è, proprio questo l’argomento di questo episodio. Tanto per mettermi alla prova.

Perché ne parlo? Se non mi occupo di questa specifico settore del Web? Essendo io, lo ribadisco, un Designer che si occupa dell’interfaccia grafica di applicativi e siti Web?

Perché, appunto, io non offro questo servizio e non mi ritengo in grado di poterlo offrire, anche per deontologia professionale e correttezza verso il mio cliente.

Però costantemente mi trovo a dibattere con gente che mi insegna come si fa il SEO perché la maggior parte delle persone pensa che sia una banalità e sono arrivata al punto che preferisco passare per saccente e antipatica piuttosto che subirmi un’altra lezione del tipo “ti spiego io come si fa”.

Cosa ho scoperto in 20 anni che fo questo lavoro.

Poche cose ma definitive, sulle quali ci si può discutere poco su. Perché son fatti oggettivi non un sentito dire da chiacchiere al bar.

1 . Ci vuole lavoro e costanza

  1. Oppure ci vogliono i soldi
  2. Non basta mettere 4 parole chiave a caso per ottenere risultati
  3. Google, o chi per lui, non è stato implementato a casaccio:  se hai un sito che dopo aver detto una cosa una volta a nessuno viene voglia di tornarci, lo sa e non lo “freghi”. Anche se sei il genio del posizionamento. Anche qui contano i fatti.

E’ come essere Kasparov e giocare a scacchi contro Deep Blue, il supercomputer IBM. Tu sei sì Kasparov, ma vai comunque a tentativi, il computer ha già valutato tutti i dati possibili e conosce anche informazioni di cui te sei completamente all’oscuro. Era il 1996 e da allora ancora che ci proviamo, noi umani.

4 punti essenziali. Perché come dice la

Weinschenk, l’essere umano riesce a memorizzare al massimo fino a 5 punti, si e no.

Ma partiamo dagli albori….e dai. Lo so che parto sempre dall’inizio di Internet, ma è il mio punto forte questo, fammelo giocare bene.

Che si faceva nel lontano 1998? Eh allora, la buona pratica consisteva in questo.

Mettevamo le meta keyword, le meta description all’interno del codice. Ovvero una serie di parole chiave più o meno attinenti e una descrizione dell’intero sito sempre molto alla buona. E per un po’ ha funzionato, visto che c’erano in tutto 1000 siti online…si fa per dire, non so quanti siti ci fossero, ma comunque i motori erano agli inizi e anzi ringraziavano se gli mettevi due righe di codice per classificare in qualche modo le pagine.

Ma è durato davvero poco. Dopo un po’ i motori pretendevano che le parole chiave che inserivi nel codice fossero in qualche modo presenti anche all’interno del testo per indicizzarti correttamente e premiarti con un buon posizionamento. Questo per evitare di inserire parole chiave tipo sesso, donna, incontri, etc. nel sito di un rivenditore di trattori. Perché ovviamente erano quelle le parole più ricercate allora, come credo anche oggi.

A quel punto, quando abbiamo cominciato a vedere che la maggior parte di noi, pur essendo in pochi, finiva in terza pagina nei motori di ricerca, i più smaliziati di noi, io non l’ho mai fatto, praticavano la cattiva arte del bianco su bianco o nero su nero.

Che consisteva in questo.

Inserivano le suddette parole anche all’interno del sito, ma invisibili perché colorate di bianco su fondo bianco o di nero su fondo nero. In questo modo le parole del testo sarebbero combaciate con le keyword e il motore di ricerca sarebbe stato gabbato! Ottima mossa Kasparov!

E’ lì che è iniziata tutta la “partita”! I motori di ricerca hanno continuato ad evolvere per eliminare il contenuto non attinente alla ricerca e nuovi “kasparov” hanno escogitato nuove mosse sempre più complesse per trovare il modo di ottenere dei risultati sempre e comunque, perché sarebbe stato l’unico modo per poter vendere il posizionamento.

 E io ho cominciato a disinteressarmi alla cosa perché volevo dedicarmi solo a quello che ero certa mi riuscisse come volevo io e non so come sia finita questa lunga sfida tra l’uomo e l’algoritmo.

Volendo quindi indicare una strategia per stare ai primi posti di un motore di ricerca, non saprei da che parte iniziare.

Però so come ragionano i motori di ricerca a priori perché li ho visti evolvere ed è davvero molto semplice e comprensibile il loro punto di vista. Non bisogna essere degli scienziati.

Parti da questo presupposto: I motori di ricerca devono fornire la risposta più attinente e plausibile alla tua richiesta.

Se parti da questo punto di vista, capirai subito che non si tratta di “prenderli in giro” o di piegarli ai tuoi voleri pur di ottenere un risultato, si tratta solo di “essere” l’obiettivo della ricerca dell’utente.

Che vuol dire?

Vuol dire che se un utente cerca “sesso” ed esce il tuo sito che vende trattori,  il motore di ricerca non sta facendo il suo dovere. L’utente comincia a parlarne male e piano piano nessuno lo usa più e la società fallisce. Allora gli sviluppatori del motore di ricerca faranno di tutto affinchè la cosa non capiti e intrecceranno talmente tanti dati che per te sarà impossibile capire da dove abbiano preso tutte quelle informazioni che ti potrebbero premiare o ostacolare.

Quindi, partendo dal punto di vista di un motore di ricerca è facile comprendere quali siano gli atteggiamenti premianti e quali no.

Partendo dal presupposto che l’utente stia cercando proprio i trattori e non sesso, quali saranno le strategie che ti premieranno rispetto alla concorrenza?

Beh, per prima cosa se tu hai un blog che parla costantemente di trattori, lo aggiorni dall’anno 2000 ogni settimana con un post, probabilmente il motore di ricerca lo considererà un sito affidabile per costanza e longevità.

Se sulle tue pagine transitano numerosi utenti che si vanno ad informare sulle novità riguardo ai trattori lasciando dei commenti a tema, vorrà dire che riscuote anche interesse e che è un sito popolare e quindi sarà anche questo un motivo per posizionarlo in alto in una eventuale ricerca.

Se il sito è fatto come si deve, si naviga bene per cui gli utenti lo trovano anche gradevole e funzionale e sono contenti di tornare a leggere i tuoi contenuti con ogni dispositivo possibile, ottimo!

Se hai dei social collegati al sito e sono molto attivi, stessa cosa. Sarà premiante anche questo.

Se poi hai una redazione, un SEO specialist che ti inserisce le parole chiave per ogni pagina, calibra la description, trova l’estratto…sicuro sarai tra i primi nelle ricerche.

Se i tuoi post vengono creati tenendo conto del posizionamento e all’interno del testo ogni parola è calibrata per farsi trovare sui motori di ricerca…top. Fatto.

Ma hai capito quanto lavoro c’è dietro? Non è una roba che si improvvisa o si mette su da un giorno all’altro, senza spargimento di sangue. Non è che arriva uno in riunione e dice:” vanno inserite le parole chiave” e tutti a dirgli “Grazie che ci hai salvato, ora siamo i primi in assoluto nel posizionamento”. Non funziona così, sarebbe bello, ma non funziona così purtroppo.

Non è che se non sei ai primi posti per specifici termini di una ricerca, il colpevole è il designer del sito Web…anche, ma anche no…è solo una delle possibili cause di una mancata indicizzazione.

Ci vuole impegno. Ci vuole sudore. Le cose che premiano non si fanno dall’oggi al domani senza sforzo, altrimenti le faremmo tutti? O no?

Oppure paghi. Come sempre, no? Compri uno spazio in prima posizione e piazzi lì la tua pubblicità.

A corollario di questa spiegazione ti dico perché non devi lamentarti nel caso in cui il tuo sito non fosse posizionato bene. Rispondi si e no a questo breve quiz.

1- Il tuo sito Web ha piu’ di un anno di vita?

2- Le informazioni sul tuo sito Web sono aggiornate costantemente e per costantemente intendo come minimo 1 volta a settimana?

3- ci sono informazioni che vale la pena di andare a riguardare periodicamente?

4- il tuo sito Web è la tua priorità e fai di tutto per convogliare traffico su di lui, inserendo il link ovunque sui biglietti da visita, facebook, instagram, sul campanello di casa, sulle brochure, i depliant e la fiancata dell’auto?

Bene, se hai risposto no anche solo a una di queste domande…eh mi spiace, prova di nuovo, finchè non risponderai di sì a tutte. E anche così non avrai la certezza matematica di ottenere quello che desideri, perché dipende anche con quali associazioni di parole vorresti esser trovato.

Insomma. E’ complicato. L’obiettivo di questo episodio non è quello di darti una soluzione pronta anche perché sono quasi certa che non esiste.

In generale l’obiettivo di questo episodio è di dire questo:

Ci sono grandi Società che hanno redazioni, specialisti SEO e reparti marketing con eserciti di esperti che fanno questo mestiere costantemente ogni giorno. Quindi investono davvero molto budget in personale specializzato, strategia e formazione…e comunque ogni giorno combattono e sudano per stare in cima alle classifiche dei motori di ricerca.

Chiediti,  quindi,  se fosse scontato e banale aspettarsi dei risultati con un minimo sforzo sia umano che economico,  non credi che tutti lo faremmo? E se tutti lo facessimo, non credi che il motore di ricerca dovrebbe trovare un altro modo per indicizzare siti già perfettamente performanti e tutti perfettamente adatti a stare in prima pagina?

Non si finisce mai….

Per cui no, se vuoi che il tuo sito venga posizionato bene sui motori di ricerca rivolgiti ad un SEO specialist, non a un Designer. Io al massimo ti posso assicurare che per quanto riguarda l’allestimento del sito farò tutto ciò che è in mio potere per agevolare l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca, ma assolutamente non ti garantisco un posizionamento di nessun tipo. E mi pare anche un atteggiamento professionale e corretto, questo.

E per i 5 punti chiave della puntata, ti ripeto le 4 Nobili Verità sul SEO + una. Il bonus finale.

  1. Ci vuole lavoro e costanza
  2. Oppure compri il posizionamento in alto rispetto a specifici termini di ricerca
  3. Le parole chiave sono una delle tante strategie, tutto serve, ma da sole non ottengono proprio nulla.
  4. Google ti conosce meglio di te stesso, e sa se hai un sito che non ha nulla da dire dopo la prima volta che lo visiti. E’ stato creato appositamente per ricavare informazioni mettendole in relazione tra loro.
  5. Chiunque ti proponga delle scorciatoie o degli escamotage per bypassare queste 4 nobili verità, o non conosce l’argomento o se ne sta approfittando.

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