Può il coronavirus influenzare le statistiche di Google Analytics?

No, con ‘influenzare’ non intendo in maniera virale, ci mancherebbe. Ma forse ti starai chiedendo:

“Che cosa c’entra il coronavirus con le statistiche di Google Analytics?”

Be’, è presto detto.

Metti che hai un sito web e come tutti entri 40 volte al giorno per sistemare qualcosa, aggiornare un plugin e scrivere un articolo. Metti che hai 3 o 4 collaboratori che fanno la stessa cosa più o meno tutti i giorni. Metti che non è il sito Euronews per cui i tuoi utenti sono pochi e contati e tu cerchi in tutti i modi di verificare se hai avuto un incremento di traffico dal mese scorso. Non vuoi sapere se ci sono nuovi utenti, vuoi soprattutto sapere se ce ne sono alcuni che tornano a leggere quello che pubblichi.

Metti che lo stai monitorando con Google Analytics e che vuoi eliminare il tuo traffico e quello dei tuoi collaboratori per sapere effettivamente quanti sono gli utenti esterni.

Bene. Cosa si fa di solito?

Facile. Si filtra.

Si inserisce l’indirizzo IP da escludere, quello della sede del tuo ufficio generalmente e così si riesce ad ottenere il numero esatto di utenti che sono passati per il sito Web.

Facile, no?

Metti invece che scoppi una pandemia. Sì, sto esagerando, lo so, e quando mai capita una pandemia!? Ma mettiamo per ipotesi. Riesci ad immaginarlo? E mettiamo sempre per ipotesi che tutti ci riduciamo a lavorare a distanza ognuno da casa propria. Assurdo, no?

Bene, come otterresti lo stesso risultato ovvero quello di mantenere le statistiche pulite escludendo tutti quelli del tuo team? Beh semplicemente contattando tutti i tuoi collaboratori e chiedendogli cortesemente di indicarti i loro indirizzi IP di casa.

Sì, la cosa adesso è un po’ più balorda. Tra i colleghi c’è sicuramente quello che ha bisogno di capire cosa gli stai chiedendo e che fatica a darti questa informazione, poi c’è quello che si dimentica, poi c’è quello che te lo aveva già dato che però nel frattempo si è trasferito a casa della ragazza e si dimentica di informarti del cambiamento, quello che ti da l’IP di casa sua e poi si connette sempre col cellulare da casa dei suoi, etc.

Comunque, metti anche che riesci a farti dare questi N IP validi.

Li inserisci tutti in Google Analytics e sei sereno. Passano 3 mesi e cominci a notare un incremento del traffico sul tuo sito che ti rende euforico. Bounce rating bassissimo, performance da paura. Cominci a dirti che in fondo lo hai sempre saputo che un giorno la tua attività avrebbe ingranato e attirato innumerevoli utenti e poi…

Osservi, cominci ad essere sospettoso…”Che picco di utenti! Wow! E proprio quel giorno lì, quel giorno lì, sì, che si era spaccato quel plugin e ci ho messo 4 ore per rimettere tutto a posto…Strano!”

Controlli, verifichi….120 accessi, tutti in quel giorno, tutti in quelle 4 ore. Ma cavolo, il tuo ip è stato escluso quindi non puoi essere te o no?

E invece sei proprio tu! Proprio quello che non ti saresti mai aspettato che ci sarebbe cascato in questa trappola degli IP farlocchi. Eh sì perché la HomeComm o chi per lei, la compagnia telefonica con cui hai stipulato il contratto per la connessione internet da casa tua, ogni 3 o 4 mesi modifica tutti gli IP dei propri utenti!

E quindi? E quindi dovresti ricontrollare periodicamente gli indirizzi esclusi dal tuo sito se vuoi che le tue statistiche mostrino effettivamente gli utenti reali.

Ora io ogni giorno, controllo che il mio IP non sia cambiato, ma come faccio con i miei clienti e i miei colleghi che lavorano tutti da casa e che periodicamente accedono al sito web per ottenere delle informazioni, scaricare file o solo collaborare?

Ci sarà una soluzione efficacie?

Lascio la domanda così aperta in attesa di una risposta, se vedo che aumenteranno in modo esponenziale gli accessi a questo post, andrò a ricontrollare che il mio IP non sia cambiato.

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