Pensa al contrario e Fa il contrario

Non voglio diventare un life coach, cosa che oggi va per la maggiore.
Né tantomeno atteggiarmi a donna vissuta.
Purtroppo e per fortuna, ognuno di noi può vivere la sua attuale vita una volta solamente, per cui nessuno può mai dire ad un altro quello che sarebbe giusto fare, semplicemente perché non è al posto dell’altro e non potrà mai esserlo…almeno in questa vita.
Però di questa “assurda storia”, qualcosa credo di averla capita.
C’è una “legge” che probabilmente sarà spiegata in modo incomprensibile in qualche tomo ermetico di alchimia da un personaggio controverso in odore di eresia e tanfo di zolfo.
Io, però, la fo semplice, perché sono un designer e il mio compito è rendere semplice ciò che è inizialmente complesso. 

La legge dei contrari.

Funziona in due modi.
Uno è fichissimo!
Prendi il valore cardine di un’azienda, una persona, un’organizzazione, il valore più pubblicizzato o di cui quella persona si fregia.
Ad esempio, che so…”il nostro valore principale è la qualità”, “la nostra maggiore preoccupazione è il benessere dei nostri collaboratori”, “ci tengo alla precisione”, “sono un tipo onesto”, etc.
Ok, il valore per cui qualcuno dice di battersi con veemenza è quasi sempre, diciamo il 99% delle volte, la qualità che gli manca.

E’ come per il colore, quello che vediamo negli oggetti è il colore di “rimbalzo” ovvero proprio quello che l’oggetto “non possiede”.

Il secondo modo in cui funziona questa legge, è una cosa che risolve un sacco di problemi.
Metti che ti dicano che c’è da fare un lavoro per…”ieri”. Ti convocano in riunione: grande ansia, grandi aspettative, una valanga di tasks da fare, pochissimo tempo per farli….tensione nell’aria.
A chi non è mai capitato? Ormai i lavori si fanno quasi sempre partendo da questo stato qui…
OK. Bene. La prima tentazione che uno ha, è di precipitarsi ad eseguire tutti i compiti uno ad uno, notte e giorno, fino allo stremo, senza tregua…ed è anche la soluzione che porta al disastro.
Invece, ho scoperto che l’unica cosa sensata da fare è….FERMARSI.

Ruthann Hurwitz / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Fa venire ansia, ve’?
“La soluzione più plausibile sarebbe quella di darsi da fare e, invece, tu fai il contrario e ti fermi?”
Sì. Mi fermo. Faccio passare un giorno o anche due e poi forse inizio…è l’unico modo per far funzionare le cose.
Infatti, dopo un paio di giorni, quasi tutti quelli coinvolti nel progetto se ne escono con una moltitudine di informazioni omesse e spesso il lavoro fatto in quei primissimi giorni è quasi sempre da buttare e rifare di nuovo. Io semplicemente raccolgo i cocci e creo dei vasi artistici con la tecnica del Kintsugi…

Per cui mi sono autodefinita questa regola pratica:

“Quando ti sembra di avere un’unica e sola soluzione possibile davanti, fai esattamente il CONTRARIO”.

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