Lentezza e design

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La lentezza, la contemplazione, non va quasi mai a braccetto col design. Spesso quando realizzi interfacce non hai così tanto tempo per contemplare o lasciarti andare al flusso di coscienza. No. Spesso si hanno scadenze o un preventivo in ore da rispettare. Per cui la lentezza non c’è quasi mai.

Ma neanche la frustrazione di ridurti all’ultimo e di realizzare tutto quello che dovevi realizzare in un mese, nell’ultima settimana prima della consegna, se non nell’ultima nottata.

No. Questa è cattiva narrazione. Chiunque dica che all’ultimo minuto sta producendo il suo capolavoro e che un po’ di adrenalina è quello che ci vuole per creare meraviglie, se non mente al cliente, mente a sé stesso.

Le soluzioni vanno ponderate. Ci si deve pensare su, vanno “masticate e metabolizzate”. Non metto in conto nel preventivo le nottate in cui mi sveglio con la soluzione finale. Neanche calcolo il tempo che penso a come risolvere un problema mentre faccio la spesa. Ma il tempo per trovare la soluzione efficace ci deve essere. Se poi uno mi dice che fa tutto all’ultimo, dopo averci pensato ossessivamente per una settimana, capisco.

E posso anche pensare che funzioni.

Ma se ti riduci all’ultimo sia col pensiero che con la realizzazione, allora stai vendendo solo fumo. E povero quello che lo sta comprando da te.

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