La validità delle recensioni

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Recentemente mi è capitato di comprare vari e-book su Amazon con numerose recensioni anche molto accurate. Sono libri strani però. Non li trovo così eccezionali e neanche troppo ben scritti. Poi c’è ne sono altri invece che hanno pochissime recensioni e sono delle autentiche perle. E allora mi chiedo come si faccia a raccogliere tante recensioni in maniera tanto anomala e sbilanciata.

Sono recensioni pagate?

Oppure più sei famoso, più la tua fama ti fa raccogliere recensioni anche se nessuno poi leggerà mai quel libro?

È un modo per dire “se questo è l’autore top del momento, non posso non dire la mia per far vedere che ho letto il suo libro”.

Un po’ come in quel film degli anni ’80 con Melanie Griffith “Nata ieri” in cui lei andava a queste cene dove tutti parlavano del libro, se non sbaglio, di Toqueville “La democrazia in America”, e poi si scopre che nessuno lo aveva mai letto ed è solo lei, ex-oca giuliva, che si mette in testa di arrivare fino all’ultima pagina.

Insomma, se fino a poco tempo fa le recensioni potevano essere uno strumento utile per filtrare contenuti di qualità, adesso anche questo strumento sta prendendo una gran brutta piega.

Il mito del “Se una cosa vale, otterrà il giusto riconoscimento” ha perso del tutto il suo smalto. Del resto, basta osservare le recensioni di libri dei grandi del pensiero di tutti i tempi, pochissime, per rendersi conto che non può essere solo questo il metro di giudizio di un’opera.

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