Iconcine….che passione!

Ci sono due modi per pagare eccessivamente un designer e non sfruttarlo appieno.

Oggi parlo del primo modo, il più diffuso: l’UX/UI designer assunto per disegnare icone.

Quando quest’ultimo si ritrova in un ambiente di lavoro dove tutto è estremamente tecnicizzato tanto da non lasciare più spazio nè all’iniziativa personale nè tantomeno all’immaginazione strutturata allo scopo di trovare delle soluzioni originali, finirà col fare la cosa più stupida che venga richiesta a chiunque sappia tracciare due linee in croce al pc ovvero disegnare icone.

Cos’è un’icona? E’ un simbolo, una rappresentazione sullo schermo di un opzione di un programma.

Era il 1998 e io disegnavo icone. Perché? Perché era la cosa più facile da fare. Le pagine Web dovevano pesare poco, 20KB al massimo…teoricamente la cosa più intelligente da fare era forse quella di studiare un’ esperienza utente solo testuale, ma purtroppo programmatori, clienti e semplici conoscenti mi chiedevano di aggiungere del “colore”, mettere qualche “disegnino” qua e la’ [ah beato colui che realizzò il mitico Adventure per Zx81, un gioco indimenticabile e completamente testuale! Lo puoi provare qui ]. La cosa più intelligente da fare non è sempre la più apprezzata. Altrimenti non manderemmo tutte quelle catene di Sant’Antonio su WhatsApp!

Chi non ricorda le barre gialle e nere roteanti dell’undercostruction? O la @ tridimensionale? O la cassetta postale per le email…no, quelle erano più clip-art…che icone. Ma comunque erano elementi grafici che avrebbero potuto anche non essere disegnati del tutto e nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.

Comunque, il flusso di lavoro era su per giù questo. Si pensava a sviluppare un sito web che magari aveva anche delle funzionalità evolute per quei tempi. Il programmatore del caso, dopo aver impostato tecnicamente la cosa secondo il suo esclusivo giudizio, mi chiedeva di “abbellirla”, però non c’era mai spazio per troppi elementi, era già troppo carica di informazioni, troppo pesante in KB e quindi disegnavo icone.

Mi è capitato perfino di disegnare l’icona di un processore 16x16px ! Hai presente un processore?

questo è un processore

Beh disegnalo qui dentro e fai in modo che si capisca che è un processore! Capisci perché mi stanno sulle balle le icone!?!?

questo lo spazio di un’icona 16px x 16px

Era difficile, le facevo pixel per pixel, non vettoriali come ora, in più andavano più abbombate e con le ombre…non flat. Quindi era davvero snervante. A quei tempi erano forti i giapponesi. Facevano delle icone di sushi davvero belle e dettagliate. Io tentavo di imitarli, ma non c’era storia…erano imbattibili! Tant’è che ora l’icona del sushi è diventato il mio simbolo. Lo trovi sul mio sito: silviamarcellini.com

2020….grandi progetti, grandi soluzioni….più o meno stessa “testa”, non ho visto una grande evoluzione in tal senso.

Se potessi avere 10 euro per ogni volta che ho avuto a che fare con progetti “straordinari” sulla carta, ma che alla fine si sono risolti nel posizionare 4 icone in croce qui e la’ anziché progettare una soluzione interessante con un esperienza utente dignitosa ed evitare di far partire il progetto dai requisiti tecnici stabiliti per lo più in base ai componenti acquistati prima di sapere verso quale scopo orientarsi ….sarei non dico milionaria, ma uno scooter ce lo compravo di certo!

Senza parlare dei commenti beceri di chi non immagina neanche quanto sia importante il lavoro di un UX designer nello strutturare un progetto dall’inizio prima che sia troppo complicato intervenire in maniera significativa su un prodotto ed essere costretti ad utilizzarlo in maniera “sbilenca” per tutto il resto della sua esistenza.

Ecco questo è il modo più cretino di pagare un designer e di utilizzarlo all’1% delle sue capacità.

 ..anche perché adesso c’è FontAwesome…

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