Freddie Mercury, la Chiesa, Oprah e poi il…Covid.

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Questa mattina riflettevo sul Covid e su come abbia posto definitivamente la parola fine a tutti gli eventi di massa.
No. Aspetta. Torno indietro.

Ieri ho visto finalmente Bohemian Rhapsody, il film sui Queen. Sì, lo so, ci arrivo un po’ dopo io a vedere i film, ho i miei tempi, infatti è del 2018.
Beh, mi sono emozionata e commossa a pensare al Live Aid dell’85!
Mi sono chiesta se un evento del genere potesse avere lo stesso successo ancora oggi, Covid a parte.

E’ vero che non sono proprio una tipa da concerto…non lo ero né nell’85, a soli 9 anni…ma non lo sono stata neanche negli anni ’90, se è per questo.

Non fraintendermi, non vorrei passare per “vecchia bacucca”, quella di “si stava meglio, quando si stava peggio”, ma percepisco come la mancanza di qualcosa.

C’è qualcosa che si è perso.
Anche solo pensare a quanto fossero carismatici i gruppi musicali di allora, alla fama che raggiungevano personaggi come Freddie Mercury, Santana, Sting, David Bowie, Madonna, Mick Jagger…
Quale “energia umana” riuscivano a smuovere! Che potenza di comunicazione, immagine, coinvolgimento emotivo!

E poi domenica c’era la Prima Comunione di mio figlio e ho pensato al declino della Chiesa Cattolica che coinvolge sempre meno fedeli, alla perdita di significato del rito. A quanto, di recente, mi sembri sempre più debole il suo messaggio, sempre più vuoto di senso. Oppure son sempre io, che sono in questa età balorda in cui si è troppo “grandi” per farsi prendere dalla devozione esaltata dei fanciulli e ancora troppo giovani per raccomandarsi a Dio al fine di ottenere la Vita Eterna.

E poi ancora ho riflettuto su una frase di Oprah Winfrey che ho sentito in un podcast e che diceva che aveva terminato il suo famoso show perché sono finiti i tempi in cui le persone ascoltano. Adesso ognuno vuole parlare di sè e per sè, magari sul suo profilo Instagram, Facebook o sul proprio podcast, come del resto sto facendo anche io.

Siamo diventati tutti una massa di individualisti nichilisti.

A parte i movimenti di protesta ambientalisti, di genere, di razza o di qualsiasi altro tipo, ma quella è un altro tipo di “energia umana”. E non è alimentata dal piacere dello stare insieme, è alimentata dalla rabbia di essere gli uni contro gli altri.

E il Covid ha concluso il processo.

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