Design per dare istruzioni

Ci sono momenti in cui vorresti che la maggior parte delle persone conoscesse i principi fondamentali del Design…tipo quando prendi contromano una rotonda improvvisata.

Infatti, ti sei accorto troppo tardi che gli operai che stanno lavorando nel cantiere hanno buttato uno schema indecifrabile di birilli che solo visti con un drone dall’alto potrebbero farti capire di essere all’interno di una circonferenza.

Quali sono i principi del Design e come applicarli alla vita di tutti i giorni?

Prima di tutto il numero dei principi del Design varia, chi ne elenca 4, chi 5, 6, 12….dipende dalla sensibilità del designer….i più pignoli arrivano a 4503,2…

Poiché da alcuni studi riportati sul libro “100 cose che ogni designer deve conoscere sulle persone” di Susan M.Weinschenk [fortunata lei con un cognome così…era inutile che aggiungesse Ph.D, era implicito!], pare che le persone ricordino al massimo 4 elementi alla volta…e io faccio anche un po’ di fatica a ricordarne 4, mi limiterò alle 4 che mi restano più in mente, poi magari un altro giorno, ne fo spuntare fuori qualcuna in più.

1 Somiglianza (similarity)
2 Vicinanza (proximity)
3 Chiusura o completamento (enclosure)
4 Continuità (continuation)

E dai ci metto anche :
5 Figura e sfondo ( figure & ground )

Perché sono i 5 Principi della Gestalt e poiché faticavo anche ad arrivare a 4, li ho cercati su google.

Iniziamo con uno. La PROXIMITY….ovvero la vicinanza.

Fondamentale. Essenziale. Salvifica.

Cosa vuol dire principio di Prossimità?

Tutto ciò che è vicino è in relazione, forma un gruppo.

Come potete usare questo principio nella vita di tutti i giorni? Semplicissimo.

ESEMPIO 1: Dovete scrivere un email che dice ad un vostro collega di fare una serie di azioni. tipo:

"Ciao Giorgio, 
dovresti fare questo per me, grazie:

- vedere se è pronto il logo di Bianchi Snc
- controllare che i pdf di Rossi SpA siano corretti
- sentire Patroclo per farsi fare un preventivo per i volantini per Bianchi
- annullare la conferenza di Rossi SpA
- inviare il logo di Bianchi, se è pronto, a Patroclo così nel caso lo usa per i volantini.
- caricare i pdf di Rossi sul sito e mandare messaggio social per la conferenza annullata

Grazie
Ciao e a buon rendere"

Tu dirai: “ho fatto un elenco bello dettagliato di ciò che va fatto, non c’è modo di sbagliarsi!”. E invece ti accorgi che Giorgio ha eseguito metà delle cose e se ne è perse molte altre. Come mai?

Semplice…non hai usato il principio di prossimità raggruppando gli elementi simili e Giorgio dopo il quarto elemento della lista si è rincoglionito, come sarà capitato anche a te mentre tentavi di leggere questa email di esempio.

Proviamo così:

"Ciao Giorgio, 
dovresti seguire 2 clienti per me, grazie:

PER BIANCHI snc:
- vedere se è pronto il logo
- se è pronto il logo, inviarlo a Patroclo così lo può usare per i volantini
- fatti fare un preventivo per i volantini

PER ROSSI SpA:
. annullare la conferenza
- controllare che i pdf siano corretti
- caricare i pdf sul sito e mandare messaggio social per la conferenza annullata

Grazie
Ciao e a buon rendere"

Meglio, no?

Sì, ho barato. Oltre alla prossimità ho utilizzato il PRINCIPIO DI ORDINE CRONOLOGICO di Marcelli’ [ è quello 0,2 osservato solo dai designer più pignoli ].

Un principio infallibile. Potete fare un esperimento per verificarne l’efficacia. Mandate vostro figlio a fare la spesa con elenco di prodotti messo in modo casuale e poi con uno in ordine cronologico dal primo scaffale dell’ingresso seguendo un percorso a zigzag fino alla cassa del supermercato. Poi contate gli alimenti trovati e vince la soluzione che ne porta a casa di più.

ESEMPIO 2 (reale):

Corridoio di un ufficio. Tre porte chiuse: la prima è della reception del vostro ufficio, la seconda è l’ufficio di uno studio di avvocati che non c’entra nulla con voi, la terza è la vostra sala riunioni che è separata dal vostro ufficio.

Organizzate un meeting con 50 persone che arrivano da ogni posto del mondo e dovete indicare la via per la sala riunioni e piazzate il cartello così:

Secondo voi, in quanti entreranno dagli avvocati?

Basta spostare il cartello in modo che sia “prossimo” alla sala riunioni che il problema non si pone più e gli avvocati non verrebbero 50 volte a reclamare.

ULTIMO ESEMPIO 3 (sempre effettivamente accaduto):

Ingresso di un’ area di accoglienza clienti. Due sportelli + un terzo nascosto da una porta a vetri.

Il cartello con una freccia che indica uno sportello chiuso, ha su scritto:
“Prego rivolgersi all’altro sportello”

Così:

Tu, non sei mai entrato in quell’edificio e non sai che oltre la porta a vetri c’è un altro sportello. Vedi la freccia vicino allo sportello chiuso e che lo indica e pensi che il prossimo sia quello chiuso. Essendo chiuso, ti rivolgi al primo che vedi aperto, e che succede?

Che la “Gentile Signorina” dello sportello aperto comincia a sbraitare che nessuno legge mai il cartello che indica “CHIARAMENTE” che bisogna rivolgersi allo sportello dopo.

Perché allora non mettere un cartello “in prossimità” dello sportello giusto? Ovvero sulla porta a vetri e magari indicare in modo specifico:

“Prego rivolgersi allo sportello oltre questa porta”

Meglio, no?
Potremmo anche chiamarlo “Principio di Buon Senso”.

Ma quanto è più figo definirlo con Uno dei Principi Fondamentali della percezione visiva basati sulla psicologia della Gestalt?

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