Regola N*1 del DESIGN: semplificare per replicare.

Il pensiero lineare è lo strumento più efficace di una progettazione Web superiore.

Fine. Tanto per stare in tema potrei finirla effettivamente qui.

Articolerò meglio la premessa, anche se esaustiva nella sua, appunto, “semplicità”.

Esempio di un pensiero non lineare, basato su impostazioni pregresse sviluppate senza una progettazione iniziale.

Devo realizzare N widgets per un cliente. Proposta del programmatore: organizzare una cartella in base all’anno che contenga il codice html dei nuovi widgets, inserire le immagini in una cartella images precostituita esterna alla cartella con l’anno, dove sono già presenti le immagini dei vecchi widgets, inserire i css in una cartella css dove sono presenti i css delle edizioni passate e scrivere un codice esterno a tutto che vada ad assemblare questi elementi cercandoli nelle rispettive cartelle.

Questo è un esempio di pensiero non lineare.

Esempio di pensiero lineare: raggruppa tutti gli elementi costitutivi di un prodotto (di per sé autonomo, per quanto piccolo possa essere) all’interno della stessa cartella in modo tale da fungere da “cellula”/ ambiente chiuso e replicabile N volte secondo le esigenze.

Detto in poche parole: crea una cartella separata per ogni widget che contenga il codice, l’html, le immagini e il css a lui assegnato.

In questo modo, ogni volta che ne dovrai replicare uno, ti basterà copiare e rinominare la cartella per averne già disponibile uno funzionante, senza la necessità di riscrivere un codice che lo assembli.

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