030 Mi consigli un template WordPress

Compri un template da pochi euro e pensi che la storia sia finita lì e invece è appena incominciata. Tra aggiornamenti, ripensamenti, temi scaduti, child non creati e css sovrascritti…tutto quello che può andare storto, lo farà.


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Argomenti della puntata:

  • I template non sono eterni
  • I templati possono “rompersi” dopo anni che non li si aggiorna
  • Creare un child è fondamentale
  • I template possono essere fatti male oppure non corrispondere alle tue esigenze e lo scopri solo una volta che li hai installati
  • Le immagini vanno sempre comprate
  • Si può realizzare un sito decente partendo dai template più comuni e standard

Altri costi da considerare

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Trascrizione:

La domanda è la stessa del titolo della puntata ovvero “Mi consigli un template WordPress che funzioni bene?”. Wordpress. Questo sconosciuto. Chi lo odia, chi lo ama. Chi ci sviluppa, chi lo usa, chi ci organizza un corso su. Bene o male tutti finiamo con lo sbatterci la testa sopra, vuoi per modificare i testi del sito della nostra ditta o per rifare il sito dell’azienda stessa. E quando si deve rifare il sito aziendale il processo standard è su per giù questo che ti illustro. Abbiamo un sito aziendale fatto in HTML 1.0 che nessuno aggiorna e nessuno guarda. Dobbiamo rifare il sito Web. Ci facciamo fare un preventivo. Cavolo quanto costa! Arriva nostro cugino e dice: “Ma comprati un template da 50 euro e stai a posto”. E compriamo il template ed è il primo passo a scendere verso il baratro dell’Inferno. Perché in realtà quello era Nosferatu trasformato nelle fattezze di nostro cugino e ci ha ingannato. A questo punto dopo una prima esperienza malevola con un template sbilenco, con un builder accroccone e prestazioni del PageSpeed Insights di Google da infarto, nel senso negativo, il dubbio che ci assale è sempre quello. “Avrò sbagliato template?”. In questa puntata quindi ti elenco tutte le cose che possono andare storte nella scelta di un template WordPress e come si sa, se possono farlo, è quasi certo che lo faranno. Innanzi tutto i template non sono eterni. I template sono siti web pre-impostati che hanno la data di scadenza come il latte. E ciò che li rende obsoleti è purtroppo WordPress stesso. Infatti WordPress ha la “brutta” (ironico!) abitudine di aggiornarsi in continuazione. Ciò vuol dire che anche il team che ha prodotto il template debba aggiornarlo di conseguenza e che l’utente che lo ha installato debba effettuare tutti gli aggiornamenti del caso. Ma lo so che dirai. Eh chemmene, io non aggiorno niente e il mio sito rimarrà stabile e pacifico all’interno di una bolla paradisiaca in mezzo ai flutti del Web. Sì, beato te che ci credi. Perché non solo ti cominceranno a morire tutti i piccoli plugin istallati per fare le cose più insulse per il semplice fatto che alcuni plugin ci si mette meno a rifarli che a tenerli aggiornati, ma poi il tuo sito sarà in balia degli attacchi informatici e avrà falle di sicurezza grandi come crateri. E credimi che gli attacchi non avvengono solo per i siti della Nasa. C’è una guerra là fuori. Installati Wordfence e vedrai. I template possono “rompersi” dopo diversi anni che non li aggiorni. Sì purtroppo. M’è capitato di recente con un cliente. Purtroppo si è rivolto ad un’agenzia che non era dell’opinione di tenere aggiornati plugin e temi, glielo hanno lasciato così per N anni. Quando hanno chiesto a me di metterci le mani, purtroppo il tema era talmente vecchio che pur ricomprandolo non riusciva a ricollegarsi col tema child creato dall’agenzia. E quindi praticamente ora il child è da rifare. Che cos’è un child? Te lo spiego nel prossimo punto. Se sei inesperto, ma smanettone, e non ti crei un tema child, al primo aggiornamento del tema ti ritroverai le modifiche effettuate sul tuo sito azzerate. Chi muove i primi passi con WordPress la prima cavolata che fa è sempre questa. Magari conosci un po’ di codice e ti ritrovi questo sito già bell’e fatto con il tuo bel tema scelto da te e sei strafelice. Però guardi quei link e dici: “Che brutto il colore del link…ma che ci vuole, metto due a color e a:hover color nel css e lo cambio. E poi ti accorgi che anche i box sono brutti con quelle ombre sparate, e che l’allineamento di quel pulsante sarebbe meglio a destra. E via di stili css. Poi un bel giorno, c’è l’aggiornamento del tema e tu lo fai. E addio alle tue modifiche. Sì perché se non hai fatto un tema child ovvero un tema associato al tuo tema principale e che non subisce le modifiche degli aggiornamenti, ti succede proprio questo, ovvero che il codice che inserirai nel tema verrà sovrascritto ad ogni aggiornamento. I temi attualmente più aggiornati creano un tema child in automatico. Il brutto di questo automatismo è che ti installano tutti i plugin che vogliono loro anche sul child e se interrompi a metà la procedura ti si spacca tutto il sito, provare per credere perché l’ho fatto appena mi sono resa conto che stava installando robe che non mi interessavano. I template possono essere costruiti male. Sì, altro mito da sfatare. Purtroppo è sempre un terno al lotto. Il template fatto male, ti accorgi che è tale quando lo installi. Non importa se lo hai pagato 100 o 20 o zero. Quando lo metti su, i nodi tornano al pettine, soprattutto se hai intenzione di personalizzarlo e molto, è facile che ti troverai confrontato con delle pecche di struttura. Per cui purtroppo è per questo motivo e per un altro che ti indicherò più avanti che io preferisco usare sempre quelli base e gratuiti. Li provo, vedo se fanno al caso mio e se sì, posso eventualmente valutare di passare ad una versione a pagamento se proprio dovesse servirmi. Le immagini nei template vanno cambiate e comprate. Aaaah questa con queste immagini da comprare! L’unica al mondo che vuole pagarle ancora le immagini! Allora per come sono fatta io, neanche mi sono informata sul fatto di poter utilizzare le immagini già presenti su un template per il semplice motivo che non lascerei mai le immagini proposte su un template utilizzato uguale da migliaia di siti. Non credo che faccia piacere navigare sul sito del proprio concorrente e accorgersi che è del tutto identico al nostro, immagini comprese. Però anche se le immagini fossero libere da diritti di copyright, cosa di cui, ripeto, non mi sono informata, per sicurezza io vorrei sapere dove sono state prese, chi ne è l’autore e possedere una licenza da poter mostrare nel caso in cui qualcuno ne rivendicasse la proprietà. E poi, comunque ricordo soprattutto a chi è giovane e ha tutta la vita davanti, che il suo futuro si baserà proprio sull’acquisto diretto di piccoli servizi e prodotti online al più alto numero di persone possibile, la così detta Coda lunga. Sì perché qualsiasi cosa dalla musica, alle illustrazioni, ai libri, ai film sarà a disposizione online e se le persone non si abitueranno a pagare un’inezia per usufruirne, la gente lavorerà gratis e torneremo al baratto. Puoi realizzare la maggior parte delle grafiche partendo dai temi standard proposti da WordPress. Worpress ogni anno mette a disposizione un tema gratuito tipo il Twenty twenty, Twenty twenty-one etc. Perché lo fa? Perché già da quello si può realizzare la maggior parte delle grafiche o per lo meno la gran parte delle impostazioni grafiche dei siti più comuni che mi capita di vedere in giro. Poi adesso col builder Gutenberg di WordPress e i suoi plugin standard già integrati si possono realizzare dei siti decenti, senza andare a cercare chissà che template. Il più delle volte se rischio a prendere un template è quasi sempre solo per la fluidità dei movimenti, gli effetti pre-impostati e le animazioni già belle che fatte. Se però il sito è davvero molto basico e tutto ciò non serve, allora un template standard gratuito è quasi sempre la scelta giusta. Per lo meno puoi provarlo e se non ti piace, lo butti senza troppi problemi. I template hanno un costo annuale. Migliorare le performance del sito può avere un costo annuale. Fare dei grossi interventi su un sito WordPress mentre questo è online può avere il costo di una sandbox. E ora arriviamo al conto finale. Sì perché l’abbonamento al template spesso va rinnovato ogni anno. A volte poi ti accorgi di aver utilizzato un template che ha delle performance pessime nel PageSpeed di Google allora per mettere una “pezza”, come si dice nel gergo tecnico, ti compri un plug-in di ottimizzazione che ha un costo annuale anch’esso. Poi mentre ci lavori ti accorgi che se avessi utilizzato un altro tema sarebbe stato tutto molto più facile, ma ormai hai tutto il reparto marketing che aggiorna contenuti quotidianamente e non vuoi arrestare il processo per mettere in manutenzione il sito per N mesi, ricaricare il tema, verificare che tutto funzioni e ripartire. Allora ti servirà una sandbox ovvero un sito di staging per effettuare un clone del tuo sito WordPress fare le prove del caso e poi fare il merge con quello vecchio. E anche questo ha un costo. E poi ci passerai le notti e i giorni a capire come funziona tutto e anche il tuo tempo ha un costo, soffrirai e piangerai, e scoprirai alla fine di essere stato ingannato da tuo cugino-Nosferatu e che in fondo il prezzo che ti chiedeva l’agenzia all’inizio probabilmente era una cifra irrisoria con il senno di poi. Buon WordPress a tutti.

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