Avere o essere

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Ho finito di leggere “Avere o essere” di Eric Fromm. È incredibile quante informazioni interessanti si trovino più nei libri degli anni ’60-’70 più che in quelli attuali. Avevano una capacità di focalizzare l’attenzione sull’essenziale che oggi è del tutto scomparsa.

Voglio citare solo delle frasi:

“L’essere vivente diventa una merce esibita sul «mercato delle personalità».”

“il successo dipende in larga misura dall’efficacia con cui gli individui vendono se stessi sul mercato, con cui riescono a imporre la propria «personalità», dalla misura in cui sono una bella «confezione»; dal fatto che siano «cordiali», «solidi», «aggressivi», «attendibili», «ambiziosi»; inoltre, dalla loro origine familiare, dall’appartenenza a questo o quel circolo o associazione, dalla conoscenza o meno delle persone «giuste».”

“Se, per guadagnarsi da vivere, fosse sufficiente basarsi su quello che si sa o si è in grado di fare, la stima di sé sarebbe proporzionale alle proprie capacità, in altre parole al proprio valore d’uso; ma, dal momento che il successo dipende in larga misura da come l’individuo vende la propria personalità, egli sperimenterà se stesso come una merce o, meglio, insieme quale venditore e merce offerta in vendita. Accade così che l’individuo non si preoccupi tanto della propria vita e felicità, quanto della sua capacità di risultare vendibile.”

“«Io sono come voi mi desiderate».”

“La «crisi di identità» della società moderna è in realtà prodotta dal fatto che I suoi membri sono divenuti strumenti privi di un sé, la cui identità riposa sulla loro partecipazione alle aziende (o ad altre enormi burocrazie). Dove non si abbia un sé autentico, non può esservi identità.”

E non aveva visto ancora niente…ma previsto tutto, a quanto pare.

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