Attenzione selettiva

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L’attenzione selettiva è quel “disturbo”, quell’ “inefficienza” per cui, quando sei concentrato a vedere qualcosa, non ti accorgi dell’ “elefante che attraversa la stanza”. Succede spesso ai grafici.

Tu sei lì che impagini degli elementi e ti assicuri che X sia allineato a Y, a 16 px di distanza dal bordo della cornice, che il testo vada a capo di due righe, ma non di tre, ecc.  e non ti rendi conto di aver impaginato un testo con milioni di errori di grammatica.

Dici: “eh va beh, che vuoi che sia, si aggiusta”.

Eh, no, non è così semplice. Perché c’è un’altra regola che chiamerò dell’ “attenzione selettiva da presentazione” che fa sì che il cliente, se si fissa su un errore di battitura o su un’ inesattezza nel momento stesso che stai presentando un progetto che ha richiesto settimane di lavoro, non farà altro che parlare di quello e osservare SOLO ed ESCLUSIVAMENTE quello. Ripetendo all’infinito, per tutta la durata della riunione, che bisogna assicurarsi di correggere quell’inesattezza e non accorgendosi di nient’altro.

Ciò porta a due conseguenze finali.

La prima: solo una volta pubblicato il cliente si accorge del resto e te lo fa rifare perché non era così che lo voleva, ma non ci aveva fatto caso, preso com’era dalla “virgola” fuori posto.

La seconda: si accorge di aver approvato qualcosa che non lo convinceva del tutto solo perché ipnotizzato dall’errore che lo disturbava e lascia correre. Ormai è fatta!

Per cui, a volte, lasciare errori visibili di battitura, ripaga.

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