044 – Repetita iuvant

Ovvero trattato sulla natura umana in merito alle percezioni degli eventi nefasti e all’istinto di sopravvivenza provocato da segni impercettibili di un’imminente e probabile situazione di caos nelle piccole incombenze della vita lavorativa quotidiana.


IN PRIMO PIANO:

INSTAGRAM: @cercasiai
EMAIL: aaaicercasi @ gmail.com
TWITTER: @Aicercasi

Myfoglio.com è l’app di fatture freemium, sicura e completa già dalla versione non a pagamento. Provala qui:
https://www.myfoglio.com/

Concorso 2021: inviami un email a aaaicercasi @ gmail.com con indicato cosa fai e perché sei un ascoltatore “specialissimo” e a fine 2021, se mi avrai convinto, potrai vincere un abbonamento myfoglio premium per un anno!

Giuseppe Gioacchino Belli, 1831, “Li soprani der monno vecchio

Mario Monicelli, regista de “Il Marchese del Grillo
Intervista: “La Speranza è una trappola

Argomenti:

  • Percezioni a fior di pelle
  • Quando ti accorgi di essere finito in un vicolo cieco
  • Fretta, cattiva consigliera
  • Aggressività e stucchevole gentilezza, le due facce della stessa medaglia
  • Staff catatonico? Che il Ciel li aiuti
  • Quanto è facile tutto, quando non devi farlo tu!
  • Effetto Mamie di via col Vento
  • “Scappa o sfida”?
  • La melatonina non basta più…ci vogliono altre strategie per prendere sonno
  • Repetita iuvant

Ascoltala qui:

044 – Repetita Iuvant
/

Iscriviti:
iTunes | Spreaker | Spotify | CastBox (Android) | Google Podcast | Deezer | Podchaser

Trascrizione:

Ti è mai capitata quella strana sensazione, quel “friccicorino”, la percezione che ci sia qualcosa che non va, che si stiano caricando le nubi prima della tempesta e che le cose da un momento all’altro potrebbero precipitare? Mi riferisco a quella brutta sensazione di essersi infilati in un vicolo cieco quando ci viene richiesto di fare un lavoro che non ci convince. Io l’ho provata più e più volte e devo dire che è spiacevole, perché ho una serie di sintomi che mi fanno prevedere la tempesta con un anticipo di mesi. Per cui ho deciso di affrontare una volta per tutte questo disagio che alcuni progetti mi creano, analizzarlo, stilare un elenco di situazioni tipo che procedono per step fino al delirio finale, che fungono da micce per il grande botto, e condividerle su questo podcast per prima cosa per servire da traccia a me, così me ne ricordi e le riesca a riconoscere prima che sia troppo tardi, ma poi magari potrebbero servire anche a te, che mi ascolti, per comprendere quelle sensazioni che sono difficili individuare nel momento in cui si presentano. Osservando negli anni i lavori che si sono rivelati, col senno di poi, dei veri tormenti, mi sono accorta che hanno avuto queste caratteristiche: 1. Qualcuno, un cliente, un referente, un responsabile, mi metteva fretta nel fare qualcosa 2. Qualcuno mi trattava in modo aggressivo o al contrario in modo eccessivamente mellifluo, cordiale, gentile 3. Sempre quella persona era spesso circondata da uno staff passivo che non mostrava mai né gioia né dolore, come un senso di apatia o rassegnazione e che tendenzialmente non rispondeva in modo puntuale alle richieste che inoltravo. 4. Questo responsabile del progetto spesso tendeva a sottovalutare gran parte del lavoro da fare, come se tutto fosse estremamente banale 5. Avere come una strana sensazione di non essere trattato alla pari, di essere in qualche modo un subalterno anche nei progetti di collaborazione 6. Notare che fin da subito si instaurava tra me e questa persona un rapporto di sfida. Tipo, quello a lamentarsi che non era mai riuscito a trovare uno che facesse un lavoro e io a “voler dimostrare” di saperlo fare. 7. Infine ritrovarmi alla notte con l’insonnia a pensare di aver accettato un lavoro al di fuori dei miei soliti consolidati e rischiare di non poterlo portare fino in fondo e di conseguenza non essere pagata per il tempo effettivo che ci avrei impiegato, nonché essere tacciata di incompetenza e finire nel libro nero del disonore grafico e nel disappunto generale. Ecco le 7 strategie per sopravvivere a progetti di questo tipo e a questi clienti / fornitori / referenti / responsabili: 1. Se ti mette fretta, tu respira e medita. Cerca di prendere tempo. Più ci riesci, più è facile che scompaia anche il cliente perché uno che ha fretta, probabilmente non vede l’ora di scaricare una sua responsabilità sul primo capro espiatorio che gli capita davanti. Quindi non accetterà mai che tu ti prenda il giusto tempo per riflettere e andrà a tormentare qualcun altro. Ma tanto il risultato è quasi sempre un bagno di sangue per cui, non disperarti della perdita 2. È troppo aggressivo o eccessivamente zuccheroso… comincia a metterti sulla difensiva e raccogli le email con i dettagli del lavoro per essere sicuro di tutelarti in un possibile confronto finale. Non fare favori, sottolinea ogni sforzo che fai e soppesa ogni lavoro per bene perché dall’aggressivo è sicuro che otterrai alla fine uno scontro se avrai dato per scontato qualcosa, ma anche il mellifluo potrebbe riservare delle sorprese. Anzi, ho visto spesso persone eccessivamente zuccherose trasformarsi in Hitler nel disperato tentativo di ottenere ciò che si erano prefigurati di ottenere, che sinceramente temo più i melliflui degli aggressivi. 3. Se le persone intorno al responsabile sono spente, se formano un pubblico muto, se questo se le porta dietro senza farle parlare, considera che farai la stessa fine anche te. Muto e rassegnato. Mai fidarsi di chi ha il gelo intorno o gente che sembra stordita e non collaborare. 4. Banalizza? Occhio. Non dargli spago. Soprattutto se butta fango su un lavoro di un precedente fornitore…è facile che poi farà la stessa cosa con te una volta finito il lavoro o comunque non ti riconoscerà quello che hai fatto. 5. Hai come la sgradevole sensazione di essere trattato da subalterno? Pretendi rispetto e ovviamente dallo anche te per primo, ma se non ti torna, consideralo un cliente che perderai presto, non ci investire. 6. Frasi come “Che ci vuole a fare questo?” o “Possibile che nessuno mi abbia mai fatto una roba tanto banale” etc. scatenano per lo meno a me quel senso di “Brava bambina che vuole rendere orgogliosi i propri genitori” che ti fa accettare qualsiasi surplus di lavoro sottopagato pur di dimostrare che tu sei riuscito a fare qualcosa in cui gli altri lo hanno deluso. Pensa al tuo benessere ed evita di accondiscendere a tutto. 7. Se arrivi a non dormirci alla notte, il guaio è fatto. Niente deve portare a tanto. Mai. A quel punto alla mattina alzati, fatti una bella colazione, premiati con un dolcino e poi chiamalo e digli che non seguirai il suo lavoro perché non credi di essere in grado di farlo. Non la prenderà bene, ma rincuorati, probabilmente ci sarà qualcun altro al posto tuo ad avere delle notti insonni, tu dormirai da qui in poi come un angelo. Queste le 7 mosse “furbe”…sembra vero che le metta in pratica anche io! Ma le ho registrate così magari me le ripeto più e più volte e finalmente imparo a non finire più in questi trabocchetti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: