041 L’importanza dei simboli positivi

Tra arcobaleni e unicorni, canzoni dei The Cure e aerei che si abbattono al suolo, un episodio che esplora l’uso del pensiero positivo nel design web.


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THE CURE

www.thecure.com

Argomenti della puntata:

  • Peter Pan, Trilly, Unicorni, Miniponi e chi più ne ha ne metta
  • Dark, emo, The Cure, Joy division, The Smiths per riequilibrare
  • Commenti da Troll
  • Stelline di recensioni
  • V come Vittoria, non Vendetta
  • Aerei che decollano o precipitano

Segni, Simboli, percezioni ed altri misteri!

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Trascrizione:

“Andrà tutto bene”, disegniamo arcobaleni e unicorni o siamo destinati al fallimento, alla morte e crogioliamoci nel disprezzo e nel pessimismo?” Non sono tipo da arcobaleni, gli unicorni mi piacciono ovviamente, come piacciono a tutte quelle che sono rimaste bambine dentro. Anche se li immagino come Mylittlepony il pupazzetto gommoso che sapeva di fragole degli anni ’80. Questo per dire che non sono certo una persona positiva, ottimista, di quelle che guardano al futuro in maniera radiosa, soprattutto di questi tempi! Però conosco gli effetti del pensiero positivo. Questo peggiora la mia posizione di pessimista, perché vuol dire che scelgo consapevolmente di esserlo! Tutto ciò per introdurre il concetto di oggi. Usa simboli positivi quando realizzi i tuoi mockup. Non c’è un “se”, né un “ma”…DEVI usarli. Mi è capitato di lavorare con uno studio grafico che aveva la propensione al dark. Ora, io adoro The Cure, apprezzo alcune canzoni dei Joy Division, The Smith, New Model Army, etc. però sul lavoro ho scoperto che apprezzare gli unicorni paga. E non è una metafora. Tipo: devi inserire il classico testo simil Lorem ipsum, ma ti ci vuoi impegnare perché con un testo coerente anche il mockup grafico prende più senso. Bravissimo. Però non scrivere il classico commento acido dell’utente frustrato del web. Riesce a rovinare anche la grafica più strutturata. Oppure. Devi segnare un valore, delle stelline per una recensione. Non usare tutte le stelline piene altrimenti non si vedrebbero i due stati di colore, ma non indicare neanche un voto da 1 a 5 segnando una sola stellina colorata. Indica un orario con il classico segno V di vittoria ad esempio le 10 e 10. Questo è uno degli esempi classici, neanche del Web, ma delle regole base della pubblicità tradizionale. Credo che fosse riportato anche nel libro “Come fare pubblicità” di Roman e Maas, uno dei libri storici su questo argomento. Devi mostrare la silhouette di un aereo, non farla con la punta rivolta in basso, falla che decolla. Devi inserire l’icona di una faccina come placeholder al posto della possibile foto di un utente, falla sorridente, positiva, accogliente. Devi mostrare un grafico, fallo che sale. Una percentuale? Falla alta. Ora tu mi dirai che vuoi dare un’impronta tua allo stile grafico, che tu sei una persona alternativa e che ti sembra che queste siano tutte sciocchezze che funzionavano solo nella preistoria dell’advertising. Invece no, i simboli sono potenti, riescono ad essere percepiti in maniera inconscia anche quando non ci fai caso. I simboli sono ovunque, li percepiamo continuamente. Ti sarà capitato di entrare in posti che percepivi come ostili o invece in altri che ti davano un’aria accogliente. Se ti fossi guardato bene intorno, avresti visto dei segni, dei simboli che percepivi come “allarmanti” o al contrario “rilassanti”. Nella storia sono innumerevoli le religioni, sette, organizzazioni che hanno usato i simboli per diffondere concetti anche quando la gente non era attenta o pensava di non vederli. Il marketing e la pubblicità hanno codificato per trarne profitto ciò che nei circoli massonici si è sempre saputo. Il Web non fa differenza. Prova a usare un colore di background rosso con caratteri neri per il tuo sito web, senza icone e senza font di vario tipo. A parte il fatto che dopo appena 5 minuti di lettura ti sanguinerà la cornea, per il resto ti sentirai stranamente in ansia. Colori, simboli, font molto grafici possono dare immediatamente una percezione “positiva” o “negativa”. E se per la musica, ti puoi sentire in risonanza con un genere che esalta il tuo lato pessimistico, per quanto riguarda il Web, non ti capiterà mai di identificarti con una pagina online, ma percepirai solo una sensazione di vago disagio e questa sensazione ti farà purtroppo considerare la proposta grafica in qualche modo semplicemente “brutta”.

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