036 Problemi pratici: come si fa per… e promozione sui social

Sei un artista e hai disegnato il tuo logo e ora come lo trasponi online? Sei un artigiano e devi raggiungere i tuoi clienti nel raggio di 30 km qual è l’uso più efficace dei social networks e del Web? Problemi pratici.


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Argomenti della puntata:

  • Ricalco del logo in vettoriale o scansione
  • Loghi artistici o loghi stilizzati
  • Perché è impossibile ricalcare la mano di Van Gogh
  • Come si fa effettivamente e quanto tempo ci vuole
  • Cosa vuol dire essere una parrucchiera nel 2021
  • Isterismo da social
  • Mi serve un sito Web?
  • Pubblicare meno, ma comunicare meglio

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Trascrizione:

Se disegno un logo a mano, come faccio a riprodurlo online? E non solo. Sono una parrucchiera, come faccio a farmi notare su Instagram?Oggi affronterò due problemi praticissimi, quotidiani, e sono felicissima di poter essere io una di quelli che può contribuire a risolverli. Il primo problema me lo scrive E. che dice appunto di aver realizzato questo logo a mano, artistico, che vorrebbe riprodurre stampato un po’ ovunque e probabilmente anche online e mi chiede come fare. Vediamo subito. Il logo non l’ho visto per cui non ho idea di come sia stato realizzato e che forma abbia, però posso dare delle indicazioni generali, utili un po’ a tutti. E. Mi chiede se è possibile fotocopiarlo e utilizzarlo come pdf. Allora, in linea di principio, la soluzione ideale sarebbe quella di ricopiarlo nuovamente con un programma vettoriale. Si può ad esempio, fare una foto al nostro logo, importarlo su un programma tipo Illustrator, ma anche Affinity Designer o Inkscape, bloccare il livello, e ricalcare il logo con lo strumento curve di bezier. Così effettivamente si ottiene un logo scalabile adatto per qualsiasi contesto tipo stampa o web e sicuramente ben definito e senza imperfezioni. Però ci sono due “ma” a questa soluzione. Se il logo è artistico e ovviamente tempo e abilità nell’utilizzo dei software di disegno. Se il logo è artistico e realizzato dall’artista in questione, ovviamente se viene riprodotto ricalcandolo perde questa caratteristica. A quel punto consiglierei quasi di sottoporlo ad una stilizzazione a interpretazione del grafico che lo traspone online, perché tanto non sarebbe lo stesso. Per dire, se arrivasse in questo momento Van Gogh con un foglio con su disegnato un Iris e volesse utilizzarlo come logo per il suo sito, tanto varrebbe disegnare un iris del tutto stilizzato e vagamente rappresentativo perché tanto il logo mai rappresenterebbe la “mano di Van Gogh”. E utilizzando il disegno stesso di Van Gogh, probabilmente rimpicciolendolo non si vedrebbe nulla. L’altro problema è ovviamente la capacità di realizzare altrettanto bene un’immagine con un programma di disegno. Parto dal presupposto che chi ha realizzato un logo a mano, lo abbia fatto perché molto più abile con i metodi di disegno tradizionali che con quelli digitali perché altrimenti vien quasi spontaneo realizzarlo direttamente col computer, per cui in questo caso sarebbe forse necessario affidarsi ad un professionista in grado di digitalizzare il disegno. Altra soluzione è quella di scansire il disegno ovviamente. Ma in questo caso dobbiamo stare attenti a tre fattori: • Che il disegno abbia dei contorni ben definiti • Che non ci siano ombre o non ci sia un motivo sulla carta su cui è stato disegnato • Che i dettagli siano abbastanza grandi in proporzione Il perché è presto detto: volendo utilizzare proprio quel disegno ovunque e per ovunque intendo sia online che in stampa e su qualsiasi fondo, sarà necessario scontornarlo ovvero isolarlo dal contesto e togliere la carta dello sfondo in modo tale da poterlo inserire anche su fondi di colore scuro o chiaro se è stato realizzato su un fondo scuro. Il contorno è meglio che non sia sfumato altrimenti porterebbe con sé delle tracce del fondo sul quale è stato realizzato. E i dettagli devono essere abbastanza grandi da potersi vedere sia che il logo venga stampato su un cartellone pubblicitario in autostrada, sia su un gettone per il carrello della spesa, per intenderci. Tecnicamente è un lavoro da 2 nanosecondi. Ovvero scansione. Un po’ di correzione dei contrasti. Affinity Photo > Filters > Erase White Paper. Esportazione in PNG trasparente. Invece, secondo problema, è quello della mia parrucchiera che è disperata perché dopo che tutto il giorno è stata in piedi a tagliar capelli, fare tinte e permanenti, alla sera si deve mettere a fare ANCHE promozione su Instagram e a far vedere i “prima e dopo” delle clienti, almeno uno a sera, almeno una story e ovviamente non riesce a starci dietro perché lei non ha lo staff della Ferragni. E mi chiede oltretutto se non sarebbe meglio che le realizzassi un sito web, anche perché qualcuno glielo ha anche proposto. Primo consiglio alle persone che hanno attività locali ovvero tutti gli artigiani i cui clienti sono persone nel raggio di max 30 km che andarsi a fare i capelli a 50km a meno che tu non sia Aldo Coppola non lo vedo pratico, però tutto può essere. Il sito web se siete un artigiano di questo tipo è faticoso e improduttivo. La domanda chiave che devi farti è: “Ti serve fare un investimento rivolto al mondo intero quando i tuoi clienti sono nel raggio di 30 km al massimo?” La risposta è scontata. La seconda domanda è: “una volta che hai fatto il tuo sito, ed è bellissimo, innovativo, mostra le foto dei tuoi tagli di capelli, del tuo stile e magari vende anche qualche shampoo per cui ha senso avere un sito web perché teoricamente potresti vendere a tutto il mondo (e qui poi si apre tutto il discorso di come prendi gli ordini, fai le fatture, invii i pacchi, il magazzino, le tasse, i costi di spedizione, lo sdoganamento se dovesse passare una frontiera, etc.), COME FAI A FARCI ARRIVARE I CLIENTI SUL SITO? Devi purtroppo continuare a fare promozione Web, il che vuol dire sui motori di ricerca, sui social etc. Quindi avere il sito web non toglie, anzi aggiunge questa parte di “cose da fare”. I social. Oggi c’è una sorta di “isterismo del social”: bisogna pubblicare ogni giorno, fare le story perché i post non li legge più nessuno, tik tok meglio di Instagram, un tweet è meglio che niente…insomma un lavoro, un lavoro snervante che nessuno calcola mai. Perché un conto è che sei un personaggio pubblico e vivi della tua faccia, un altro è se a fine mese devi pagare le bollette del negozio e vivi del lavoro delle tue mani. Se le mani sono occupate a digitare post, non lavorano, a meno che il tuo lavoro non consista nel creare post. Allora? Allora è il punto di vista che è del tutto fuorviante. Tu, artigiano, devi sempre arrivare a raggiungere quei clienti nel raggio di 30km al massimo, nient’altro. Quando posti un paio di esempi a settimana dei tuoi tagli migliori o anche uno solo, in un anno avrai circa 52 esempi di tagli magnifici e selezionati nel tuo profilo. Poi devi solo cercare di diffondere i tuoi social tra le tue clienti e partecipare alla tua piccola community lasciando qualche messaggio di promozione per invogliarle a passare da te. Alla fine meglio quasi investire in pubblicità a pagamento per fare in modo che chi cerchi “parrucchiere in zona” o near me sui motori di ricerca trovi subito il tuo profilo instagram / facebook ecc. o il sito web. Perché poi alla fine chi cerca un parrucchiere in zona e lo cerca su internet, spera solamente di vedere qualche immagine per farsi un’idea dello stile. Per cui è anche controproducente mettere su qualsiasi immagine pur di fare volume di dati e mimare l’attività di un influencer a livello nazionale, perché così rischi anche di inserire immagini non di valore. Meglio anzi pochissime immagini ma molto patinate, molto curate, nel caso in cui si volesse dare proprio enfasi alla ricercatezza e allo stile. Ma anche qui, se invece vogliamo dare l’idea di essere molto eclettici e di trovare una soluzione per ogni esigenza, allora ben vengano tutti gli stili possibili anche quelli meno da Vogue. Però il sunto è questo. Non fatevi prendere dall’isterismo collettivo. Internet è uno strumento che va gestito, calibrato e affinato per le nostre esigenze. Le soluzioni universali che vanno bene per tutti non esistono. È sempre un lavoro su misura e quello che può andare bene ad uno non è detto che sia perfetto anche per qualcun altro.

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