035 L’importanza del tenersi aggiornati

Sei sicuro di essere sempre aggiornato sulle novità del momento? Ed è necessario esserlo o se ne può fare a meno? Una puntata che esamina questo rutilante mondo dell’informazione e cerca come al solito di trovare delle soluzioni fattibili.


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Argomenti della puntata:

  • Differenze tra noi e le generazioni precedenti
  • Le soluzioni ai nostri problemi sono immediate
  • Cosa vuol dire “Aggiornarsi” oggi.
  • L’impossibilità di “ammortizzare” i costi dell’esperienza
  • E se non ci si accorge di essere rimasti indietro?
  • Sistemi per ricavare informazioni costanti
  • Chiacchiere da bar e telelavoro
  • E’ sempre un bene essere un “early adopter”?

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Trascrizione:

Scrivo codice da anni, disegno da altrettanti, ormai le cose le fo in automatico.Ovviamente no, la frase di inizio è quasi sempre quella che poi va smentita e che smentirò anche questa volta nella puntata 035 “L’importanza del tenersi sempre aggiornati”. Nella puntata 034 ti spiegavo come fare un mockup, che sembrava già una contrapposizione a quello che asserivo nella puntata “033 Lascia che sia” dove accennavo al fatto che mediamente ogni 5 anni un progetto, un’app, un sito etc., realizzato per il Web è già considerato datato. Ed è questo il problema principale. Ci sono miliardi di persone che ogni giorno si svegliano, si mettono davanti un computer e hanno su per giù i medesimi problemi, per cui tentano di risolverli, e quasi sempre ci riescono. Per cui ogni giorno potremmo non avere più il problema del giorno precedente perché è stato già risolto da qualcun altro nel mondo. E poiché non serve un piccione o un cavallo o un araldo per annunciare la novità, istantaneamente possiamo utilizzare la patch e proseguire nel nostro lavoro. Da una parte questo ha contribuito a passare dalla semplice condivisione di un messaggio di testo al Web come lo conosciamo oggi nel giro di 50 anni circa, dall’altra però ci costringe ogni giorno a fare uno sforzo che i nostri padri e i nostri nonni e i nostri avi in generale non hanno dovuto mai sopportare nella vita, ovvero quello di essere sempre “aggiornati”. Se ciò non bastasse, un discorso a parte va fatto alle donne, che purtroppo hanno una carriera lavorativa piena di buchi e spesso fanno doppia fatica per tenersi al passo con le novità del momento, non a causa loro, tra l’altro. Non è un mondo che ci favorisce, neanche questo del Design che sembra molto omogeneo all’apparenza. “Aggiornati” vuol dire innanzi tutto immergersi completamente nella cultura di Internet, anche quella che detestiamo o a cui siamo idiosincratici. Ad esempio personalmente ho sempre detestato visceralmente Facebook, per il concetto che c’è dietro ovvero quello di costringere a mescolare le maschere che indossiamo in contesti sociali differenti, l’usabilità, lo stile grafico, e l’utilizzo che ne fanno gli utenti. “Aggiornarsi” vuol dire studiare sempre. Ogni nuovo strumento, ogni nuovo processo di lavoro, ogni nuovo tool, ogni nuovo linguaggio. Il paradosso è che nessun corso di informatica o di grafica Web è mai uguale a quello dell’anno precedente e se così non fosse vorrebbe dire che si è scelto il corso sbagliato. Anche a medicina le cose cambiano ovviamente, anche se si fa giurisprudenza, le leggi evolvono e si modificano, ma per tutto quello che riguarda la tecnologia, il Web, la comunicazione i cambiamenti sono abissali e determinanti, non piccole variazioni. Bene o male le basi di anatomia restano identiche, ma il modo in cui sono strutturate le app possono essere completamente differenti da quello che si faceva cinque anni prima. Poi c’è anche da considerare il fatto che spesso alcuni linguaggi, alcune strutture si somigliano, per cui, facendo dei parallelismi riesci facilmente a fare il salto verso altre soluzioni, ma hai sempre l’incognita sottintesa che la nuova soluzione sia efficiente in tutte le casistiche che servono a te. È facile trovare il sistema per cui cerchi di campare di rendita il più a lungo possibile. Scopri che bene o male riesci a realizzare un sito WordPress, ad esempio, con il tema X che è abbastanza comodo da modificare, attacchi quei 2 o 3 plugin che ti servono di default e cominci a pensare di vendere almeno un centinaio di siti fatti in questo modo per ammortizzare tutto l’investimento che hai fatto nell’apprendimento di tutte le parti specifiche di questi strumenti e poi, dopo neanche un anno e 2 siti si e no realizzati in questo modo, ti accorgi che sono completamente obsoleti, inefficienti e che devi trovare qualcos’altro che faccia al caso dei tuoi nuovi clienti. Ma il caso peggiore è quello in cui non ci si accorge di essere rimasti indietro. Che capita facilmente. Magari bene o male i tuoi strumenti assolvono a quasi tutti i tuoi problemi immediati quotidiani e quindi il problema quando arriva, arriva in maniera drammatica: qualcuno ti fa notare che non sei aggiornato, e questa è la maniera più semplice e auspicabile, altrimenti te ne accorgi per degli errori, dei problemi difficili da risolvere, ingestibili. Il sistema è collassato, ha franato perché non c’era più tutto quello che lo sosteneva intorno, perché gli altri sono andati avanti, e tu sei rimasto con degli strumenti che andavano bene dieci anni prima e che ora sono semplicemente rimasti indietro. Come fare a risolvere? Primo essere curiosi. Una curiosità innata è già una soluzione. Secondo è essere sempre insoddisfatti noi per primi e tendere anche in maniera incosciente a provare nuove vie anche se dispendiose alla fine. Terzo è avere contatti con altri, soprattutto i nuovi del settore. Una miniera di informazione sono i cv, dai CV si capiscono i trend, dove tende in questo momento il mercato. Ma fondamentale è il contatto con altri del settore che instaurino un dialogo costruttivo. Ma dov’è l’ostacolo al giorno d’oggi? L’ostacolo purtroppo è proprio in Internet e nel telelavoro. È terribile a dirsi e sembra un paradosso, ma purtroppo il telelavoro per come lo utilizziamo oggi ovvero contattare le persone esclusivamente per fare il punto sullo stato dell’arte o per risolvere il problema immediato, non ci porta a fare “conversazione produttiva” che è poi quella chiacchierata davanti alla macchinetta del caffè che ti permette di trovare nuove soluzioni inaspettate e che solitamente le aziende meno lungimiranti cercano di ostacolare. Dall’altra parte, la valanga di contenuti di bassissima qualità di internet ha diluito le informazioni tecniche specializzate. Quelle che offrivano a suo tempo i forum di discussione. E soprattutto una certa omologazione del pensiero critico e il protagonismo di massa non favorisce lo scambio di idee nuove e controcorrente. Insomma vedo un appiattimento e una diluizione dei contenuti professionali che rendono sempre più difficile il tenersi aggiornati, pur avendo, paradossalmente, molti più contenuti gratuiti a disposizione oggi rispetto a quindici anni fa. Per dirla in parole povere è lo stesso effetto che abbiamo con oltre 1000 canali televisivi a disposizione e ci ritroviamo quasi sempre a non avere un film decente da guardare. Altro sistema è quello di seguire un corso di aggiornamento. Anche online ci sono corsi, a milioni ormai, e alcuni di qualità eccezionale a costi irrisori. Il problema è sempre quello di “intuire” quali siano quelli più validi nella massa indistinta delle proposte. Il numero di recensioni non aiuta perché non puoi sapere se un corso è valido per il tuo livello di preparazione se non seguendolo. Altra questione da prendere in considerazione in tema di aggiornamento è quella che, così come nascono soluzioni innovative ogni secondo, ne muoiono altrettante nel giro di poco tempo. Per cui devi essere anche certo di utilizzare quelle che hanno maggiori probabilità di essere più longeve e resistenti sul mercato. Per cui anche essere un “early adopter” è in questo caso nocivo. Bisogna tenersi aggiornati sì, ma leggermente meno in fretta del mercato. Insomma, non è facile né per chi in questa giostra c’è ormai da anni, né per chi vorrebbe inserirsi in questo settore che comunque non dorme mai e che piace proprio perché ogni giorno è il giorno buono per imparare una cosa nuova.

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