023 Dimmi che sito Web hai e ti dirò chi sei

Quante belle metafore in questa puntata!

Il tuo sito Web parla di te o di qualcun altro? E se per anni non hai comunicato abbastanza, o non l’hai fatto in modo appropriato, cosa puoi aspettarti dal tuo nuovo sito Web? E cosa c’entra Cher in tutto questo?


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“Il logo è sfuocato, il testo lungo e prolisso, le immagini aziendali sono un grumo di pixel…ma come glielo faccio un sito decente a questo cliente!??”

“Tre siti che faccio e ancora non ho trovato un Designer come si deve. Mai uno che comprenda le mie esigenze. Ormai il mondo è’ pieno di incompetenti!”

Oggi affronterò un argomento spinosissimo. E spero che si capisca bene dalle due frasi di introduzione all’episodio.

Ecco. Ne approfitto per spiegare in cosa consistono quelle due frasi che formulo sempre io con la mia voce, per cui uno potrebbe pensare che sia affetta da un disturbo di personalità multipla e soprassedere.

No. Non ho questo tipo di problema psichico. O forse sì. Anche.

Ma il punto non è questo.

All’inizio delle puntate di AAA.I.Cercasi pronuncio sempre due frasi. In una cerco di interpretare il dubbio di un designer agli inizi della propria carriera, nell’altra interpreto il dubbio classico del cliente che mi si presenta davanti con un problema specifico.

Nella puntata di oggi abbiamo il nostro designer sconfortato dal fatto che se il materiale che gli viene fornito è scadente è inevitabile che il sito non sia migliore. E dall’altra il cliente accecato dal fatto di non notare che tutta la sua comunicazione aziendale sia sottotono e che si sente perseguitato dalla cattiva sorte nello scegliere dei collaboratori o delle agenzie web.

Ma veniamo al punto.

E’ possibile realizzare un sito Web dall’aspetto gradevole, funzionale, magari anche innovativo e in linea con i trend stilistici del momento quando tutto il materiale che abbiamo a disposizione è frutto di anni di sottovalutazione della comunicazione aziendale e del personal branding?

No.

Punto.

E fine dell’episodio.

Buona giornata a tutti e alla prossima.

Allora, la risposta articolata è questa. Non è possibile per due ragioni fondamentali:

1- se il materiale è scadente non è possibile che il sito, che è costituito fondamentalmente da quel materiale lì, possa uscire di molto migliore rispetto agli elementi utilizzati. Così come un figlio assomiglia inevitabilmente ai suoi genitori o come era solita dire mia nonna in marchigiano “Le cerque non hanno fatto mai gli aranci” ovvero le querce non fanno arance.

2- proprio perché sono un Designer in gamba, ti farò il sito che ti spetta. Perché un sito Web è comunicazione che parla di te. Quindi non posso parlare di un altro. Non posso rappresentare Apple se tu sei l’officina Bianchi e figli. Rappresenterò graficamente quello che è il tuo stile e la tua comunicazione, non lo stile e la comunicazione di qualcun altro solo perché è più “bello”. E’ come se dallo stilista delle dive arrivasse la signora Maria a rifarsi il look per il matrimonio della figlia e quello la vestisse come Cher agli Academy Awards dell’88. Per chi fosse troppo giovane, metto il link in descrizione.

La domanda che potrebbe sorgere spontanea a questo punto, potrebbe essere questa.

“Ma, Silvia, vuoi dirmi che se fo fare un sito web ad un designer e non mi piace, è colpa mia?”

La risposta potrebbe non essere quella che ti aspetti perché è “sì anche”.

Allora, togliendo tutti quei casi in cui si incappa in un incompetente, che sono molto meno numerosi di quanto riteniamo possibile, a volte bisogna invece fare autocritica e dire. Potevo davvero aspettarmi di piu’?

Ad esempio:

  • Non rivedo la mia comunicazione aziendale da oltre dieci anni
  • Il mio logo è stato disegnato da mio cugino su un tovagliolo al cenone di Natale del 1980 e da quel dì non ha subito chissà quante variazioni
  • Ho comprato di fretta e furia 4 immagini generiche di gente in giacca e cravatta che si stringe la mano, su una libreria in stock ordinandole per prezzo
  • La mia comunicazione aziendale dipende dall’estro della persona di riferimento del momento. Non c’è un messaggio univoco.
  • Alcuni dettagli specifici della comunicazione sono espressamente voluti da personaggi chiave della nostra società, a cui non si può opporre un secco no. Ad esempio:
    • Quello che vuole che venga pubblicata la foto del fondatore perché fa tradizione…su Internet…tradizione.
    • Il logorroico a cui viene affidato il compito di scrivere i testi del sito e peggio ancora i messaggi della newsletter che nessuno poi leggerà
    • Il pignolo che si preoccupa di stabilire tecnicamente il funzionamento di alcune parti del sito, prendendo tutto il tempo con delle rifiniture e costringendo a produrre il resto in fretta e furia per stare dietro alle consegne.
    • quello che sottovaluta qualsiasi lavoro perché ritiene che la tecnologia sia una specie di magia che risolve istantaneamente ogni problema, per cui ti fa fotoritoccare completamente un’immagine 200x200px a 72 di risoluzione anche se continui a dirgli che non potrà mai venire bene, ma neanche decente.
    • quello che è rimasto impressionato da un animazione su un noto sito di scarpe e chiede che tutte le pagine siano fatte a slider anche se gli sottolinei delicatamente che otterrete un orrore innavigabile.
    • Quello che deve trovare la metafora perfetta per il disegno di tutte le icone del sito e le applica a qualsiasi contesto perché pensa che produrre una quantità esagerata di icone sia il massimo del design.
    • Quello a cui chiedi del materiale specifico che solo lui può avere, non te lo fornisce, e si incavola se non gli consegni in tempo il sito…per cui ti costringe ad arrangiarti per tener fede ai tempi stabiliti.
    • Quello che ti dice di copiare esattamente il suo competitor…sì pure questo.

Pensi che sto esagerando? No, purtroppo no.

Manie. Non sono gravi, le abbiamo tutti, chi più e chi meno. Se si è flessibili, una soluzione la si trova sempre e anzi sono di stimolo alla discussione, se sì è rigidi e sulle proprie posizioni ovviamente no. Quindi il risultato di un buon sito web dipende per il 50% dal designer e per il 50% dal cliente ovviamente. E la riuscita o meno di una comunicazione online è direttamente proporzionale al grado di flessibilità e coinvolgimento strategico da parte del cliente stesso.

Poi l’abilità del Designer consiste in questo: migliorare la tua comunicazione nei limiti della tua comunicazione. Abbiamo la cattiva percezione del professionista salvatore della Patria. E spesso, ho avuto modo di vedere che tanti miei colleghi giocano la carta del divismo (presentarsi con la barbetta hipster, o tutti tatuati o coi capelli bicolori) per avere quest’aura magica del “Sono un creativo, so io come si fa, tu taci”.

Io non sono stata mai di questo parere. Non posso far tacere la persona che deve comunicare. La nostra è un arte maieutica ovvero bisogna far sì che il cliente stesso esprima il suo tipo di comunicazione, bisogna aiutarlo a “partorire”, concedimi il termine, il suo prodotto.

E quindi in situazioni dove il cliente non ha una sana comunicazione aziendale dietro, sono due i risultati possibili:

1- ottiene un sito decente che non gli piace perché si aspettava il vestito di Cher e invece ha un tubino nero Chanel sobrissimo, sempre elegante e mai fuori moda. E quindi dice che nessuno gli sa fare le cose come le vuole lui oppure, nel migliore dei casi, accetta i consigli del designer e decide di lavorare a poco a poco su una comunicazione più in linea con il suo stile.

2- ottiene la realizzazione dei propri desideri. E come si dice, “Dio, fa che non si realizzino mai i miei desideri!” perché il  designer, pur di farti “fesso e contento” potrebbe scegliere di stupirti con effetti speciali, mostrandoti risultati impressionanti e soluzioni ipertecnologiche, col risultato che il tuo sito apparirà, concedimi la metafora ardita, come una donna di una certa età e magari anche in leggero sovrappeso con un vestito di strass a coprire solo i punti essenziali del corpo femminile.

Un sito di paillettes che non riusciranno a coprire il vuoto di comunicazione che c’è dietro.

Come si ottiene un sito valido sotto ogni punto di vista?

La risposta è sempre una e una sola: ci si lavora su. Continuamente e a lungo.

Spero sempre di essere d’aiuto a qualcuno, io in questo podcast, se non si fosse capito,  mi rivolgo a quelli che voglio fare un buon lavoro, designer o persone che hanno semplicemente voglia di rivedere la propria comunicazione occupandosene in prima persona. Magari per risparmiare o semplicemente perché sanno che la persona migliore per comunicare il nostro punto di vista, siamo noi stessi.  Molti professionisti sono perfettamente a conoscenza di queste piccole noie del mestiere, però mi sono accorta, parlando con i miei clienti, che la percezione è sempre quella di trovare la persona a cui delegare completamente la nostra immagine personale e aziendale. Ciò purtroppo non è possibile. Anche quando siamo seguiti da professionisti estremamente in gamba, dobbiamo essere altrettanto in gamba noi, clienti, per fare un lavoro buono sotto tutti i punti di vista. Ed è per questo che cerco di fare divulgazione.

E per chi stesse ascoltando questa puntata solo da oggi, è arrivato il momento de i 5 punti chiave della puntata:

1- il materiale per la creazione di un sito Web funzionale deve essere di buona qualità e realizzato con grande attenzione. Da cattivo materiale escono fuori cattivi siti.

2- comunichi quello che hai sempre comunicato. Non è che cambiando mezzo di comunicazione, in questo caso Internet, magicamente riesci a modificare anche il tono della tua comunicazione tradizionale. Prima cambia la tua comunicazione tradizionale e poi anche il sito Web migliorerà.

3- un designer che sa fare il suo lavoro ti crea un sito a tua immagine e somiglianza. Non ti fa un sito Apple se non sei Apple.

4- il segreto è sempre e solo uno. Costanza. Avere la costanza di aggiornare lo stile, di rivedere i propri loghi, i propri testi, quello che viene definito come Personal Branding. Quotidianamente. Non una volta ogni 10 anni.

5- il secondo segreto è invece l’attenzione per i dettagli. E quella viene con in automatico con la costanza nel fare le cose.


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