020 Consistency or Coherence, Conformità o Coerenza?

Tutti bravi col senno di poi!!!

Meglio realizzare un sito o un applicativo Web Coerente o meglio realizzarlo Conforme? Su Internet esiste un Meglio e un Peggio? E Flash è stato un errore? E tante altre domande a cui rispondere tenendo conto della storia delle interfacce Web.


LINKS DELLA PUNTATA

INSTAGRAM: @cercasiai
EMAIL: aaaicercasi @ gmail.com
TWITTER: @Aicercasi
SPONSOR: myfoglio.com

Design for Coherence, not Consistency
https://uxmag.com/articles/design-for-coherence-not-consistency

Consistency in Design is the Wrong Approach
https://articles.uie.com/consistency-in-design-is-the-wrong-approach/

ARPANET
https://it.wikipedia.org/wiki/ARPANET

Internet Relay Chat
https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Relay_Chat

Ascoltala su Spreaker (ma disponibile anche su Itunes, Spotify, Google Podcast, Castbox, etc…):

Iscriviti al podcast! Evviva!

ECCO LA TRASCRIZIONE DELLA PUNTATA, più o meno…


“Non posso inserire un pulsante in questa posizione, non sarebbe conforme con il resto dell’applicativo!”

“Ho chiesto ai miei Designers di inserire gli asterischi solo sui campi da compilare e loro mi hanno risposto che è buona norma fare il contrario. Ma abbiamo 15 campi obbligatori e solo 2 no! Mi sembra una follia.”

In questa nuova puntata voglio affrontare un argomento “filosofico” sul Design delle interfacce.

Il dibattito al riguardo è abbastanza datato. Infatti metto in descrizione anche l’articolo del 2005 di Jared Spool, che per chi non lo conoscesse è uno dei piu’ noti professionisti esperti di User Experience Design.

Ed è stato riproposto di recente in un articolo di Ux Magazine che metto lo stesso nelle info della puntata.

E in pratica consiste in questo: è meglio tenere conto della Consistency nella realizzazione di interfacce grafiche o non è invece preferibile tener conto solo della Coherence?

Un attimo. Facciamo un passo indietro. Innanzi tutto cerco di tradurre in italiano due termini che per noi quasi vorrebbero dire la stessa cosa. Infatti di solito sia Consistency che Coherence si traducono in italiano con coerenza.

Grazie al dizionario online dei sinonimi e contrari della Treccani ho cercato due termini che rendessero meglio l’idea.

Ho trovato Conformità e Coerenza. E spero che possano andar bene.

Cosa si intende quando si dice di voler essere consistenti, conformi, tenere conto della consistency quando si sviluppano delle interfacce? Vuol dire semplicemente che se come nell’esempio introduttivo, la convenzione vuole che l’asterisco rappresenti il campo obbligatorio di un modulo, allora lo metterai ovunque anche se il tuo form ha tutti campi obbligatori e nessuno facoltativo. Vuol dire che se il pulsante del floppy rappresenta il salva, tu lo userai anche se la tua app salva in automatico e anche se è rivolta a millennials che non hanno mai visto un floppy in vita loro. Vuol dire che se tutti mettono l’hamburger menu in alto a sinistra, anche la tua applicazione farà lo stesso, anche se è pensata per essere usata con la mano destra da smartphone.

Questo perché in generale, è comodo utilizzare delle convenzioni in modo tale da far comprendere immediatamente all’utente come funziona una cosa perché bene o male tutti gli applicativi che usa quotidianamente funzionano allo stesso modo.

La Coherence, la coerenza ha un significato leggermente diverso come termine, ma abissale come senso. Realizzare un applicativo coerente vuol dire realizzare un’ interfaccia che sia coerente con se stessa, in cui ogni elemento che la compone è stato studiato per essere al posto esatto che gli compete o comunicare la giusta informazione nell’ambiente circostanziato di quello specifico applicativo o sito web.

Per farla breve, tornando agli esempi di prima. Se hai un modulo, un form che ha tutti campi obbligatori tranne uno, indicherai solo quello con un asterisco riportando magari il termine “facoltativo” accanto all’asterisco, se il tuo applicativo salva in automatico, mostrerai periodicamente un messaggio di salvataggio automatico o lo manterrai ben visibile in alto sulla barra di navigazione, se la tua app smartphone è pensata per essere usata con solo la mano destra, farai partire qualsiasi comando dal punto in basso a destra.

E il dibattito che ha infiammato per quindici anni gli animi è appunto questo. Meglio seguire la convenzione o il buon senso, diciamo?

Ma io non voglio dare subito una risposta. Voglio partire dagli albori di Internet, perché questa diatriba si ricollega a tanti commenti che ho sentito piu’ e piu’ volte nella mia lunga vita da designer Web.

Tipo: “una volta i siti erano brutti, oggi finalmente le interfacce sono migliorate.” (Quest’affermazione, così spiccia, è stata detta da un luminare della grafica, nella introduzione ad un libro pubblicato qualche anno fa, se non sbaglio, e mi ha fatto raccapricciare per quanto fosse superficiale. E’ un affermazione che posso quasi accettare da un neofita, ma mai da un senior di questo settore)

Oppure, un’altra affermazione: “menomale che è morto Flash, perché era il peggio del Web, ora finalmente si lavora in modo serio”.

Allora.

Attenzione, per chi mi ascoltasse con interesse e volesse davvero capire da cosa è partito tutto quello che vede davanti a sé in questo momento, devo fare una rivelazione sensazionale.

Quello che molti non comprendono del Web è che non esiste un “peggio” sostituito da un “meglio”. E’ tutto un lungo dialogo, un lungo esperimento sui medesimi termini, che non finisce mai. I cambiamenti online sono così repentini da far presupporre che si stia lavorando con metodi completamente in antitesi tra loro, semplicemente perché nel giro di pochi mesi cambiano completamente le condizioni di partenza, ciò sembra invalidare ogni soluzione precedente e ci si stupisce perfino di averla adottata.

Quando qualcuno mi dice che una vecchia tecnica era sbagliata o una tecnologia tipo Flash o Silverlight era una follia, io capisco che ho davanti qualcuno che non ne sa niente di storia del Web.

Magari è un grandissimo esperto nel suo settore, magari è un genio della programmazione, ma manca completamente della visione di insieme.

Stiamo sperimentando. Con buona pace di chi ci investe milioni in questo settore, è tutto un lungo esperimento che sta prendendo forma e che è partito da Arpanet per arrivare a Facebook e oltre…

Quindi non esiste una cosa sbagliata che poi si è corretta, esiste una cosa che è venuta prima perché non poteva essere altrimenti visto che la tecnologia arrivava fino a quel punto lì e che è stata sostituita dall’avvento di una nuova soluzione perché nel frattempo tutto è evoluto in tale direzione.

Per tornare al confronto tra conformità e coerenza e dare una risposta finale a questo lungo episodio.

Venti anni fa io realizzavo semplicissimi siti web da qualche pagina l’uno per aziende locali. Nel mio team già si ragionava sul fatto che avremmo prodotto molti piu’ siti web se avessimo trovato una sorta di template, in modo da creare delle strutture con degli snippets di codice e realizzarli in serie. Non ti ricorda per caso WordPress, no?

Ecco io allora mi ero opposta completamente alla cosa. E per ben due ragioni.

Uno è che volevo offrire al cliente una soluzione su misura. Volevo ascoltare le sue esigenze e proporre proprio cio’ che serviva a lui anche trovando sempre l’eccezione alla regola. Pensavo così di vendere meglio il mio prodotto perché ho sempre ritenuto che le soluzioni migliori si trovano ascoltando le persone. E secondo motivo, volevo sperimentare e di conseguenza imparare. Se mi fossi fatta una libreria di oggetti avrei risparmiato tempo e avrei potuto vendere molti piu’ siti, ma non avrei imparato un’esagerata quantità di nozioni, soluzioni, tecniche, non avrei innovato, sperimentato, fatto tentativi e percorso strade mai percorse prima. Venti anni di conoscenza impagabile.

E’ anche grazie a gente come me, che ha prodotto anche siti di dubbio gusto, ma ha sperimentato senza mai stancarsi che piano piano il Web ha preso un aspetto gradevole nella maggior parte dei casi. E per cui qualcuno oggi può cercare l’icona piu’ convenzionale per esprimere un consenso, oppure qualcun altro può vendere siti già dal primo mese che li realizza senza preoccuparsi di studiare chissà quale manuale di programmazione e senza aver paura di dimenticare parti fondamentali, tipo ai miei tempi, io dimenticavo sistematicamente lo spazio per le breadcrumbs, per dire.

Oppure è grazie a Flash se oggi abbiamo i video in streaming perché ci ha fatto comprendere che potevamo inserire del movimento all’interno delle nostre pagine e ci ha fatto lavorare in tal senso. E abbiamo scoperto che le animazioni troppo invasive non sono tollerate e che per quelle poche che ci occorrono bastano anche solo i CSS. Non serve un plugin.

Però come lo avete capito? Qualcuno si è svegliato una mattina e ha detto …ma va..oggi creo Youtube. O qualcun altro è passato automaticamente da IRC a Facebook? No.

Assolutamente no. Ci sono stati tanti micro-passaggi, tanti successi che col tempo sono diventati fallimenti, ma solo perché si è scoperto altro e si è andati avanti a sperimentare.

Quindi, da quella prima fase iniziale in cui si sperimentava la qualunque, perché il mezzo di comunicazione era uno strumento mai provato prima, Internet, perché anche la comunicazione aveva un registro differente e non c’era nessun esempio prima dal quale prendere spunto, insomma, da questa prima fase svolta da quelli che io chiamo “i pionieri”, si è passato alla conformità.

Anche la conformità oggi ha i suoi detrattori. Ad esempio, tutti quelli che dicono che tutte le app sembrano uguali e non c’è più distinzione tra una e l’altra. Ma anche la conformità è stata un passaggio obbligatorio. Dovevamo per forza realizzare interfacce identiche per far sì che la maggior parte degli utenti non fossero restii ad utilizzarle. Se fossero state familiari, avrebbero potuto usarle in maniera del tutto immediata.

Non sto parlando di mia nonna, non sto parlando di utenti over 70, non andiamo troppo lontano, ci sono grafici che non provano mai strumenti alternativi a Photoshop perché hanno paura di trovarsi fuori dalla loro zona di comfort!

Grazie a Dio anche gli utenti sono evoluti in questi ultimi venti anni e persone che fino a qualche anno fa si sarebbero limitate ad accedere al pc, eseguire la modifica al file word che dovevano per poi salvare e uscire immediatamente, ora scaricano app dallo smartphone e passano da una call Zoom a una Skype come se non avessero mai fatto altro in  vita loro.

Quindi per rispondere alla domanda meglio la conformità o la coerenza? Beh adesso, nel 2020, con le conoscenze tecniche che abbiamo, con la naturale evoluzione del Web e delle capacità del singolo utente, adesso sì, si può anche parlare di Coerenza e di dettare finalmente le nostre regole esclusive all’interno dei nostri applicativi o siti Web.

Sempre però tenendo sotto controllo l’effettivo utilizzo che ne fanno gli utenti e aggiustando di volta in volta il tiro.

I cinque punti riassuntivi di questo episodio:

1- sul Web non esiste un prima o un dopo è tutta una  lunga narrazione che non finisce e suppongo non finirà mai.

2- non c’è nessuno che già dai tempi di Arpanet potesse immaginare i social network

3- gli errori non esistono, sono sviste dovute all’ignoranza, alla mancanza di informazioni essenziali in quel preciso momento. E sbagliare è il solo modo che si ha per rettificare una via.

4- Una tecnica matura quando l’utente è pronto.

5- Tra consistency e coherence ovvero conformità e coerenza, ora come ora sceglierei la coerenza, ma con un occhio al patrimonio di esempi disponibili di interfacce conformi realizzate in tutti questi anni.


Posted in Podcast and tagged , , , , , , , , , , , , .

Rispondi