012 Immagini online e copyright

Sei sicuro che il tuo sito non contenga immagini soggette a copyright? Ti conviene fare una ricerca su Bing per sicurezza, mi sa…

Che rischi ci sono a scaricare le immagini per il mio blog dai siti online senza chiederne l’autorizzazione? Le immagini sono sempre a pagamento? Cosa fare per essere sicuri di non incorrere in problemi legali? E se ormai il danno è fatto?


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Annosa questione questa delle immagini.

Per toglierci subito subito ogni dubbio al riguardo, dico quello che nessuno vuole purtroppo sentire.

Non esistono immagini free online. Le immagini sono sempre di proprietà di qualcuno, sta alla persona, all’ente, al distributore o quello che è la facoltà di renderle pubbliche determinando anche il tipo di utilizzo. Così come non esistono icone free, né loghi, né font. Soprattutto questi ultimi vengono spesso redistribuiti in maniera del tutto illegale.

Pare una cosa abbastanza strana in tempi in cui si condivide qualsiasi cosa. Ma un conto è passarsi un’immagine tra amici e un conto è se abbiamo un blog e lo facciamo in maniera sistematica e ufficiale. Anche se nelle condizioni di utilizzo di WhatsApp è specificato ad esempio che non è possibile condividere immagini coperte da copyright.

Purtroppo il confine tra ciò che consentito e ciò che non lo è si fa sempre più sottile. Ad esempio è corretto condividere un articolo sui nostri social dalla pagina di riferimento dello stesso, con annessa immagine in primo piano, ma non è consentito ovviamente prendere l’immagine di quell’articolo e utilizzarla a piacere nel nostro blog senza riferimenti all’ originale per spiegare il medesimo concetto perché ovviamente non la stiamo utilizzando secondo la modalità offerta dal proprietario dell’immagine.

Comunque pur non essendo un avvocato, per esperienza mi è capitato più e più volte di avere a che fare con questioni di copyright e nel tempo ho sviluppato delle tecniche di sopravvivenza che magari ti possono essere utili.

Esistono diverse soluzioni nell’utilizzo delle immagini online.

SOLUZIONE 1

Ovvero la NON- soluzione. Perché è illegale. E voglio essere chiara su questo punto prima che qualcuno vada a dire che consiglio di fotoritoccare le immagini. Assolutamente no. E’ illegale.

Però voglio fare una panoramica di ciò che si “usa” fare nel settore. E purtroppo non è rara questa soluzione qui ovvero quella di prendere un’immagine e renderla irriconoscibile, magari integrandola all’interno di una composizione.

Agli inizi di internet era una pratica già rischiosa perché purtroppo le immagini belle spuntavano ovunque come funghi, non credo che tutte fossero state pagate. Ma speriamo di sì.  Adesso è una pratica ancora più rischiosa.

Ci sono app, ma anche gli stessi browser che hanno delle funzioni per ricercare nella rete immagini identiche. Puoi vedere tu stesso con Bing ad esempio, se vuoi conoscere il nome di una pianta nel tuo giardino, basta fotografarla ed effettuare una ricerca, tutte le immagini della specie in questione. Se riesce a farlo con una pianta che non ha un’impostazione standard, figurati se non riesce a recuperare la stessa immagine redistribuita illegalmente su altri siti, anche se ne hai alterato un po’ le forme o il colori.

Se l’intervento è notevole c’è anche da considerare se è il caso di rischiare una multa per un immagine che hai dovuto completamente stravolgere e che ti ha richiesto ore di intervento.

SOLUZIONE 2

Gli stock fotografici. Qui si è sicuri al 100%. Istockphoto per dirne uno, funziona a crediti, compri 30 crediti e scali a seconda del prezzo delle immagini. Il vantaggio è che puoi dormire sonni tranquilli, lo svantaggio è che le immagini più belle costano molto e che tutte le altre sono davvero “tristanzuole”.

E per “tristanzuole” intendo tutte quelle immagini business standard con le persone in posa come nei fotoromanzi.

Sono brutte sia per un sito Business perché lo fanno sembrare quasi un template wordpress, ma sono ancora peggiori in un blog, a mio parere. Oltretutto per molte realtà è inimmaginabile pensare di comprare ogni singola immagine per fare un blog. A volte si comprano dei pacchetti specifici per argomento con cento, due cento foto dentro, ma poi non sai mai se la maggior parte ti saranno utili. Quindi anche questa di soluzione lascia un po’ l’amaro in bocca.

La SOLUZIONE numero 3 è quella di utilizzare i siti che dichiarano di distribuirle in modo gratuite.

Per fortuna che le condizioni d’uso di questi siti sono spesso molto sintetiche perché purtroppo quando si vanno a toccare le immagini, i font, i loghi bisogna mettersi l’anima in pace e prendersi una mezz’oretta per leggere bene i disclaimer che non sai mai cosa ti capita.

I principali sono unsplash, pexels e pixabay, li metto in descrizione. Consiglio: non andare a cercare il distributore alternativo col sito scamuffo che ha una collezione di immagini da fare invidia a Getty…affidati a quelli più conosciuti. Ricordati che stai entrando in un campo minato quindi non rischiare di prendere immagini redistribuite illegalmente da altri.

E secondo consiglio. Stiamo entrando in un era dove il lavoro di tutti potrà solo essere offerto gratis, se apprezzi davvero il lavoro di qualcuno, mantienilo in vita, se così si può dire. Se ti chiede un’offerta libera anche 2 euro credo che siano apprezzate, se tutti al mondo offrissero 1 o 2 euro per l’uso di un contenuto proprietario, credo che su oltre 7 miliardi di persone il guadagno possa essere interessante. Oppure come richiesto dal distributore dell’immagine, non esitare a mettere il collegamento consigliato. Io sul mio blog lo faccio e non trovo che tolga valore ai miei contenuti, anzi! È un modo per remunerare comunque qualcuno se te lo offre come opzione.

SOLUZIONE 4

Fattele da te. Abbiamo cellulari che ormai sono più potenti delle telecamere di 10 anni fa. Fare una foto di buona qualità è possibile ormai a tutti. Per qualità intendo definizione dell’immagine. Poi lo so che la parte più difficile è farla bella, inquadrata bene, messa a fuoco, non sovraesposta etc. e lo dice una che non ci piglia minimamente in queste cose. Però posso assicurarti per esperienza che qualsiasi foto ha almeno un particolare messo a fuoco o interessante.

Se le fai abbastanza grandi, consumandoti gran parte della memoria del telefono, lo so, poi potrai ritagliarti dei pezzi da utilizzare ovunque ti pare perché sarai tu il proprietario. Naturalmente evita i volti di altre persone perché anche quelli creano non pochi problemi!

Conoscevo un artista che faceva dei quadri meravigliosi che sembravano dei grafismi realizzati con una pittura molto grezza, molto materica. Quando gli chiesi come li realizzasse, mi ha risposto che erano foto di dettagli di marciapiedi o cartelli stradali. Ingranditi in modo così deciso, notavi solo il dettaglio delle linee e la granularità del pattern, erano davvero molto belli. Questo per dire che c’è del bello anche nel marciapiede davanti casa nostra, per dire.

La creatività è sempre la soluzione che paga di più.

Per cui, se hai dei collaboratori, e non puoi permetterti di spendere chissa’ che cifra per gestire un blog, che istruzioni gli puoi dare? Blindali. Digli chiaramente dove reperire le immagini e come. E spera che lo facciano, altrimenti la responsabilità comunque sarà tua.

Nel caso infatti che qualcuno ti contestasse l’utilizzo di un’immagine utilizzata sul tuo blog, l’unica cosa che in parte potrebbe attutire il danno potrebbe essere quella di dimostrare quanti utenti possono averla effettivamente vista sul tuo blog. E per fare questo hai bisogno di avere delle statistiche.

Quindi, sicuro, aggancia immediatamente Google Analytics al tuo blog non appena ne pubblichi uno o Jetpack se è WordPress…insomma qualsiasi tipo di tracciamento del traffico sul tuo sito Web. Questo per far sì che in caso di disputa almeno tu sia in grado di fornire dei numeri sull’effettivo traffico utente, senza rischiare una multa “a spanne”, forfettaria.

E in generale, archivia tutto. Tieni traccia di dove sei andato a prendere le immagini, fatti perfino una copia delle condizioni di utilizzo e conservala nel tuo hard disk o sul tuo oneDrive o GoogleDrive in modo da poter dimostrare la tua buona fede nel caso di immagini ridistribuite in modo illegale.


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